29 febbraio 2008

Mehdi Kazemi

OLANDA. AUTORITA’ BLOCCANO TRASFERIMENTO MEHDI IN INGHILTERRA
26 febbraio 2008: le autorità olandesi hanno bloccato il trasferimento del giovane gay iraniano Mehdi Kazemi in Inghilterra, da dove avrebbe potuto essere deportato in Iran per essere sottoposto a processo. Questo il comunicato con cui Nessuno Tocchi Caino, Partito Radicale Nonviolento e Radicali Italiani rendono nota la decisione delle autorità olandesi: “Primo successo della mobilitazione per impedire la deportazione dall’Inghilterra in Iran di Mehdi, ragazzo iraniano omosessuale di 19 anni, accusato di “lavat” (sodomia) dal regime iraniano e che solo per questo rischia di essere messo a morte come e’ accaduto al suo partner Parham nell’aprile del 2006. Dopo la manifestazione di ieri, le iniziative al Parlamento Europeo ed italiano ed anche l’intervento della Farnesina, nella giornata di oggi le autorita’ olandesi, evidentemente in assenza di garanzie da parte di Londra, hanno bloccato il trasferimento di Mehdi in Inghilterra, dove nei mesi scorsi gli era stato gia’ negato il riconoscimento dell’asilo politico e da dove avrebbe potuto essere deportato entro pochi giorni in Iran per essere sottoposto a processo. Continueremo a seguire da vicino questa vicenda in coordinamento con il Gruppo Everyone, che ha seguito dall’inizio questo caso, e prenderemo immediatamente contatto con le autorita’ olandesi per garantire che dopo questo primo importante gesto, sia garantito il diritto d’asilo a Mehdi e a tutti quelli che come lui sono perseguitati solo per il proprio orientamento sessuale e che per questo rischiano di essere addirittura messi a morte, torturati o perseguitati”.
(Fonti: radicali.it, 26/02/2008)
Grazie al lavoro in coordinato di Nicola Lopatriello e Filippo Dagostino poi di Radio Bierre 2 Basilicata in quel di S. Arcangelo, che mi ha dato lo possibilità di andare in onda e far conoscere la storia di Angelo al pubblico. Ricevo continui messaggi di stima e incoraggiamento alla mia battaglia. Ricordo con piacere e saluto , la sig.ra Betty Wiliams, premio nobel per la pace che si è interessata al caso di Angelo e che porterà alla conoscenza di altre personalità, speriamo bene e incrociamo le dita. La stessa sera dell'intervento su Bierre 2 son andato in diretta anche su radio MPA di Salerno in sieme a don Vitaliano, diretta che ho ripetuto questa sera insieme alla signora Sewrena Silvestre, responsabile di Amnesty Internationale della Campania, la quale porterà a conoscenza la storia di Angelo alla Segreteria Generale di Amnesty di Londra. Un grazie anche a Ierone e alla signorina Marica che hanno avuto una parte importante in tutto questo e che spero continui e si concretizza. Grazie a Tutti e un bacio a Angelo

26 febbraio 2008

U R G E N T E

PER L'AMICO DANIELE T.
Ho ricevuto la tua email, non riesco a contattarti, contralla la tua posta elettr. i miei recapiti:
3384005065 0835 504043, chiamami subito grazie Falcone
CONTATTO AVVENUTO, GRAZIE

23 febbraio 2008

Siamo sempre più soli, dimenticati da tutti, nessuno escluso, politici e giornalisti che in questi momenti di vuoto politico, in attesa delle elezioni non si fanno sentire, gente che prima sembrava disponibile, telefonate e contatti vari, adesso il nulla. Non so come questa gente possa comportarsi così, non avere cuore per questi ragazzi che soffrono detenuti, lontani da casa, alcuni senza la possibilità di un contatto con i parenti, gente senza cuore, buoni soli a garantirsi della pubblicità gratuita per i loro interessi, spero solo che come dice Angelo, venga il giorno che il GRAN CAPO DI LASSU' gli presenti il conto, iene e avvoltoi, questo siete.
Ancora oggi ho avuto conferma che le Istituzioni straniere, quando succede qualcosa ai propri cittadini subito si attivano riuscendo a riportarseli a casa, mentre per noi nulla e intanto la lista si allunga, come ho scritto prima un'altro cittadino italiano è stato preso allungando la lista degli sfigati. Anche la Chiesa tace anche per loro arriverà il giorno del giudizio, la Geenna aspetta le vostre anime, a quel giudizio non potrete sfuggire, potete far finta di non sapere, di non vedere e sentire noi qua, ma non sfuggire al giudizio finale, siete peggio dei scribi e farisei, anche voi come loro cercate solo ricchezze e potere e pretendete i posti migliori nelle assemblee e il saluto e rispetto della gente. Giovanni Falcone

ANCORA UN CASO

Cari amici, oggi dopo circa 15 giorni sono riuscito a parlare con Angelo, sta abbastanza bene fisicamente, ma chiaramente il morale è a terra, ormai è un anno e nulla è cambiato, Angelo come me è arrabbiato con il Governo che non ha fatto praticamente niente, per contro come ho scritto due articoli prima (caso don Sandro detenuto in Gibuti) si stanno muovendo, due pesi due misure, cittadini di serie A e B. E' questo che dovete ricordare specie adesso in campagna elettorale, poi ancora purtroppo altra novità comunicatomi da Angelo:
UN'ALTRO RAGAZZO ITALIANO, per adesso ometto il nome, è stato arrestato ed è detenuto con loro, io ho già contattato la famiglia alla quale ho passato il nr. del carcere e così hanno potuto parlare, finalmente, con il ragazzo, Vi chiedo di unirvi a me a alla sua famiglia nella preghiera e nella battaglia che sto portando avanti. Grazie di cuore, Falcone Giovanni

21 febbraio 2008

20 febbraio 2008

La scorsa settimana ero in una casa famiglia della Papa Giovanni xxiii in Umbria per qualche giorno, ogni volta è una nuova eperienza, mi è capitato una cosa bellissima che auguro a tutti di riuscire a provare una volta.
Seduti a tavola a mezzogiorno per il pranzo, Sergio inizia la preghiera di ringraziamento al Signore. Al mio fianco Mumir, un ragazzo del Bangladesh, mussulmano che pregava con con noi, però pregava il suo Dio. Nel pomeriggio poi nella cappellina della casa famiglia stavamo recitando il rosario, dedicato anche a Angelo e tutti gli altri nelle sua condizioni quando arriva ancora Mumir, non vi nascondo la mia meraviglia, dinuovo accanto a me, mette sul pavimento il suo tappeto e inizia la sua preghiera con noi.
Cosa indescrivibile, bello, la preghiera ci unisce nonostante la diversità della religione, presi singolarmente noi uomini sappiamo convivere senza problemi anche nella diversità di razza, cultura e religione, fino a quando la politica non ci mette lo zampino. Giovanni Falcone

SALMO 7

E' LA MIA INNOCENZA A DARMI RAGIONE
2 Signore, mio Dio, in te mi rifugio
di salvarmi ti grido e di liberarmi
dalla furia che mi perseguita.
9 tu che giudichi i popoli, o Altissimo,
rendi giustizia alla mia pietà:
è la mia innocenza a darmi ragione
17 gli cascherà il suo male sul capo,
la sua stessa violenza gli piomberà
sulla testa .

è il lamento di un innocente perseguitato, abbandonato dalle magistrature terrene, si rivolge alla suprema cassazione divina con un giuramento d'innocenza,
il giusto giudice dei popoli non può restare indifferente di fronte al diritto violato.
Tratto da "Lungo i fiumi..." I SALMI, per te Angelo, mia delizia e gioia, è passato quasi un anno, un anno di vita che ti è stata rubata ingiustamente da uomini senza scrupoli in posti dove pensavi trovare gioia e felicità, nella terra del Mahatma GANDI, padre della non violenza e dei diritti umani. Anche se nessun prete prega per Voi (circa 3000 nel mondo), lo faccio io, tutti i giorni certo che il Signore Dio non vi abbandonerà come stanno facendo i nostri governanti. Ti voglio tanto bene, il tuo papà. Giovanni Falcone

17 febbraio 2008

Indignazione

Di seguito il link di un articolo tratto da www.ristretti.it rassegna stampa del 12 febbraio c.a..
http://www.ristretti.it/commenti/2008/febbraio/12febbraio.htm#13
La massima solidarietà a don Sandro De Pretis, missionario trentino detenuto nel carcere di Gibuti dal 28 ottobre scorso con delle accuse assurde per la sua posizione di prete missionario e spero al più presto venga chiarita la sua posizione e ritorni a lavorare serenamente.
Però quello che mi preme far rilevare è quanto da sempre vado scrivendo per queste storie e cioè che si fanno due pesi e due misure, da parte delle nostre Istituzioni, a seconda di chi ci si deve occupare.
Durante la visita del Presidente della Repubblica a Trento, l'arcivescovo , il direttore di Vita Trentina e familiari di don Sandro hanno potuto incontrare ed esporre la situazione sul caso al Segretario Generale e il Consigliere del Quirinale, inoltre i rappresentanti di Romano Prodi hanno incontrato il Presidente di Gibuti, addirittura il presidente Prodi ha parlato del caso con il presidente Sarkozy (nel corso di un incontro a Malta qualche settimana fa) e più volte il Ministero degli Esteri aveva chiesto un incontro diretto con il presidente Ismail Omar Guelleh, nel tentativo di sbloccare quell'intervento politico ritenuto da tutti necessario in questa situazione. "Spesso posticipato, l'incontro ha potuto tenersi il primo febbraio a Gibuti - riferisce Vita Trentina", presente all'incontro c'erano il rappresentante personale del presidente Prodi per l'Africa, Armando Sanguini e l'ambasciatore italiano ad Addis Abeba Raffaele De Lutio, che hanno rappresentato al presidente gibutino la loro preoccupazione per don Sandro e anche la protesta dell'opinione pubblica italiana di fronte all'infondatezza delle accuse.
Ora io dico, al dilà del rispetto per don Sandro e per le sue funzioni di missionario, anche Angelo, Simone, Carlo Parlanti, Simone Righi, Angelo C., Paolo Quaranta, Giuseppe Ammirabile, Simone De Rossi, Daniele Tanzi, Ciro B., Paolo Z., Mario N. e tutti gli altri circa 3000 dimenticati avrebbero il diritto di essere assistiti e considerati alla stregua di don Sandro e di altri personaggi famosi o parenti o amici dei nostri Governanti. Non siamo forse tutti cittadini Italiani con gli stessi diritti? a me sembra che quello che ci accomuna sono solo i doveri e pagare le tasse, per il resto poi come sopra scritto nulla è uguale. I nostri figli, compagni, fratelli, parenti o semplici amici vivono la stessa situazione disumana e in alcuni casi anche peggio, noi a casa non riusciamo ad assicurare un equo e giusto processo perchè non abbiamo i soldi per pagare gli avvocati (dato le somme che ci chiedono) e nessuno si occupa di noi, anche gli stessi giornali e tv fanno differenze per chi parlare. ASSURDO E INGIUSTO.
Anche io per Angelo ho raccolto firme, lo stesso ha fatto l'on. Zacchera con Secondoprotocollo e sono state inviate al Ministero però nessuno pare abbia preso in considerazione la protesta de quella parte di opinione pubblicacome fatto rilevare dalle nostre Istituzioni per don Sandro.
Vi invito a leggere l'articolo tutto dal link sopra, Giovanni Falcone

16 febbraio 2008

la repubblica 15 febbraio 2008

PRIGIONIERI LONTANI
Articolo di "la Repubblica" del 15 febbraio 2008 di Marco Mathieu
Grazie signor Mathieu, grazie a nome mio e penso, sicuramente a nome di tutti i familiari di questi ragazzi che giustamente o ingiustamente sono detenuti nel mondo, nell'indifferenza totale delle Isituzioni e di noi tutti, tanto siamo convinti che "a noi non toccherà mai" ma quando purtroppo ci capita, come è successo a me, ci rendiamo conto della drammaticità e disperazione a cui bisogna purtroppo far fronte, senza il benchè minimo aiuto sia materiale che morale (e mi riferisco all'assenza totale di aiuto e interesse da parte delle Istituzioni e assenza aiuto spirituale della chiesa, o quanto meno dai sacerdoti vicini alle famiglie). Ma di questo ne ho sempre parlato. Per fortuna ogni tanto qualcuno si accorge di loro, come adesso, questo bel servizio di Repubblica.
Nel reportage abbiamo visto cose terribili ma che purtroppo non sono neanche quelle vere che si è potuto vedere, sentito cose drammatiche raccontate da una parte di quei detenuti in questo caso in Brasile, parole di dolore, richieste di aiuto al governo, come Paolo Quaranta quando si chiede: ma allora esiste Dio? esiste questo Governo Italiano?, oppure Paolo Z.: il Ministero dovrebbe orientare i Consolati a fare qualcosa, non siamo dei numeri processuali, siamo anche cittadini Italiani che in difetto o no abbiamo incomune la stessa madre, l'Italia, o ancora un'altro: la notte è il momento più duro della giornata, lla cosa che impari è che la vita non inizia a 15, 20 30 anni ma inizia la mattina quando ti svegli e finisce la sera quando vai a dormire.
Vi invito a vedere i documentari che ho linkato nelle pagine a fianco, Repubblica TV. Giovanni Falcone

11 febbraio 2008

IL DOLORE DEI GENITORI PER I FIGLI

Cari amici tutti,ma sopratutto cari genitori che hanno problemi per i propri figli, di ogni genere, eccomi qua, nella mia disperazione e lotta quotidiana contro l'impossibile, "Davide contro Golia", come già più volte parafrasato, sono sempre a chiedere aiuto, non per me che ormai ho fatto il mio tempo, per altri genitori, familiari o anche amici che soffrono come me per i figli, familiari, e amici per quanto successo in barba a tutti i trattati umanitari internazionali firmati oramai da tutti gli Stati e rimasti solo dei scritti su fogli di carta senza alcun valore.
Oggi guardavo il TG "Studio Aperto" che mostrava inesorabile le scene dell'omicidio del povero FEDERICO ALDROVANTI e l'intervista successiva alla mamma, le risate fatte intanto che la telecamera inquadrava quel povero corpo di ragazzino per terra cosa che non si è mai fatto per i peggiori criminali mostrati solo coperti da lenzuola, "VERGOGNA". La povera mamma dire " quello che mi ha sconvolto di più è quando hanno inquadrato le sue mani, le mani di un ragazzino, le mani che ho visto crescere tutte tumefatte e sporche di terra, penso che Federico abbia graffiato il terreno cercando aria intanto che lo schiacciavano" VERGOGNA, non si sa più cosa pensare, fatto degno dei peggiori Stati dittatoriali e privi di ogni garanzia democratica, persone, purtroppo anche miei ex colleghi, che aldilà del perdono ecclesiale non so cosa meriterebbero, non so come hanno il coraggio di guardare i propri figli e familiari dopo quello che hanno fatto.
Un plauso, coraggio e incoraggiamento a quella mamma che non può altro che essere di esempio per la mia lotta, ma spero anche di altri, TROVATE IL CORAGGIO E LA FORZA di uscire dal silenzio e anonimato, uniamoci e insieme lottiamo per i nostri diritti e dei nostri figli e siate orgogliosi e onorati di loro, anche se colpevoli , agli occhi della gente e della legge.
Dalla Bibbia, Giovanni 8,1 - 11, chi di voi è senza peccato scagli la prima pietra contro di Lei".
Giovanni Falcone

8 febbraio 2008

Come al solito al computer a cercare novità in rete e vicino il telefono, nella speranza che qualcuno si ricorda di te, di Angelo e di tutti gli altri 2944. Devo dire che ogni tanto grazie a Dio, nonostante il momento qualcuno ancora chiama e si interessa a loro, oggi è andata anche abbastanza bene, per fortuna, fino a pochi minuti fa ho avuto una lunga conversazione telefonica con una persona interessata alla storia, mi ha promesso che ci risentiremo.
Ma subito dopo mentre lavoravo mi ha colpito la storia di un ragazzo di 20 anni, Giacomo CARDACI, ospite della trasmissione di Daria Bignardi su LA7 "le invasioni barbariche", la trasmissione era quasi alla fine, ho solo ascoltatao che il ragazzo, studente in un liceo a Milano, a seguito di qualcosa successo a scuola, ha incominciato a scrivere qualcosa per il Corrire della Sera e altri vincendo parecchi premi anche importanti e per ultimo ha pubblicato un libro "gli alligatori". Tra tutte le cose che ha detto, tutte molte belle, ha spiegato che il suo sogno è quello appena finito le scuole di emigrare a Londra, motivo? vuole espatriare in uno stato che GARANTISCA I PROPRI DIRITTI, tutti, nessuno escluso.
E' bello sentire un ragazzo giovane fare questi discorsi e avere le idee così chiare, auguri Giacomo per la tua vita e sono sicuro che farai tanto anche per gli altri appena ne avrai la possibilità.
E' questo per cui mi sto battendo io, anche nel mio piccolo, cercare di portare all'attenzione della gente (sperando che si impegnino di più e abbiano il coraggio di venire fuori) e delle Istituzioni (affinchè si impegnino di più per risolvere questo problema) ed è per loro questa domanda:
fosse successo a un vostro figlio cosa avreste fatto? Giovanni Falcone
Da mondaccio.co.nr del 06.02.2008
Sei in galera? Cazzi tuoi – In giro per il mondo, più o meno giustamente detenuti, ci sono circa tremila cittadini italiani. Dimenticati nelle carceri statunitensi, indiane, giapponesi, filippine, sudafricane e in molti altri paesi, questi nostri concittadini non sempre hanno accesso alle attenzioni di un assistente sociale, raramente possono incontrare un avvocato, qualche volta non si celebra nessun processo e in tutti i casi i tempi di detenzione preventiva sono lunghissimi. Non sempre, vorrei dire quasi mai, le condizioni in cui sono detenuti hanno qualcosa a che fare con i diritti umani e sempre il diritto internazionale è carta straccia. Sulle sorti di questi tremila anonimi cittadini italiani si sono ripetute molte interrogazioni parlamentari. Hanno chiesto chiarezza esponenti di molti partiti, da Alleanza nazionale a Rifondazione comunista passando per la Lega nord e l’Italia dei valori. Tante, tante domande e ancora nessuna risposta. All’estero il nostro paese non assicura il gratuito patrocinio per gli Italiani detenuti, le autorità consolari si limitano a rendere visita ai malcapitati. Mi pare poco. Mi pare troppo poco.
Io lavoro, invece. Faccio un lavoro da persona modesta. In un centro per persone adulte che vivono con una disabilità di tipo fisico, mentale o psichiatrico, io faccio l’educatore. Ovviamente ho un contratto a tempo determinato, cioè non so se fra un anno farò lo stesso lavoro di oggi oppure no. Ma, si sa, la mia precarietà la chiamano flessibilità… che è più elegante. La cooperativa Polis, per cui lavoro, mi versa in busta 7,359 euro lordi all’ora. E non sono disonesti: applicano la legge, discussa, e approvata di comune accordo anche con le parti sociali. Sono però una persona fortunata perché sono anche infermiere professionale e il mio lavoro da infermiere mi vale un forfait di 600 euro al mese, con emissione di fattura. Il carico fiscale ed amministrativo legato alla mia attività di infermiere libero professionista è del cinquanta percento.
Davanti a tutto questo mi viene una riflessione, piccola, semplice.
Io lavoro e guadagno quattro soldi che in gran parte finiscono in un mutuo che estinguerò, se butta bene, quando avrò 65 anni d’età. Lavoro e sono chiamato a votare dei signori che dal momento in cui siedono in Parlamento mettono in tasca tredicimila euro netti al mese, più i rimborsi spese e le allowance. Questi signori, per loro stessa ammissione in tv, raccontano in campagna elettorale delle belle panzane che non intendono realizzare nemmeno mentre ce le raccontano. Questi signori, giurano che per rendersi credibili faranno una legge sul conflitto di interesse ma non la fanno. Giurano che per rendermi come loro (visto che per loro le unioni di fatto sono riconosciute) faranno una legge sulle unioni non matrimoniali ma non la fanno. Giurano che taglieranno le tasse, che il carico fiscale per le famiglie (io sono una famiglia!) è destinato a precipitare e avvertono che gli stipendi aumenteranno ma per ora vedo aumentare solo i loro. Io non so se posso fidarmi di loro. Anzi sì, lo so: non è il caso di fidarsi. Io non voto. Le prossime maialate non le faranno in mio nome!
Caro Mauro, se permetti io dissento da te solo sul fatto che alle prossime elezioni non voti, così facendo si fa il loro gioco, già se nessuno vota questi signori solo con i voti della propria famiglia prendono le poltrone, anche se solo un voto di protesta, magari verso un candidato perfetto sconosciuto e non collegato ai grossi partiti.
Iinoltre, per te ma anche per tutti gli amici del blog, per quanto riguarda i loro stipendi ti allego questo link e guarda un pò quanto sei lontano dalla realtà,Ciao Giovanni Falcone
(EMAIL ARRIVATA DA UNA CATENA)

MANDIAMOLI A LAVORARE : Sull'Espresso di qualche settimana fa c'era un articoletto che spiega che recentemente il Parlamento ha votato all'UNANIMITA' e senza astenuti (ma và?!) un aumento di stipendio per i parlamentari pari a circa ¬ 1.135,00 al mese. Inoltre la mozione e stata camuffata in modo tale da non risultare nei verbali ufficiali.STIPENDIO Euro 19.150 ,00 AL MESE STIPENDIO BASE circa Euro 9.980,00 al mesePORTABORSE circa Euro 4.030,00 al mese (generalmente parente o familiare) RIMBORSO SPESE AFFITTO circa Euro 2.900,00 al meseINDENNITA' DI CARICA (da Euro 335,00 circa a Euro 6.455,00) TUTTI ESENTASSE +TELEFONO CELLULARE, gratis TESSERA DEL CINEMA, gratis TESSERA del TEATRO, gratis TESSERA AUTOBUS - METROPOLITANA, gratis FRANCOBOLLI, gratis VIAGGI AEREO NAZIONALI, gratis CIRCOLAZIONE AUTOSTRADE, gratis PISCINE E PALESTRE, gratis FS, gratis AEREO DI STATO, gratis AMBASCIATE, gratis CLINICHE, gratis ASSICURAZIONE INFORTUNI, gratis ASSICURAZIONE MORTE, gratis AUTO BLU CON AUTISTA, gratis RISTORANTE gratis (nel 1999 hanno mangiato e bevuto gratis per Euro 1.472.000,00). Intascano uno stipendio e hanno diritto alla pensione dopo 35 mesi in parlamento mentre obbligano i cittadini a 35 anni di contributi ( per ora!!! ) Circa Euro 103.000,00 li incassano con il rimborso spese elettorali (in violazione alla legge sul finanziamento ai partiti), più i privilegi per quelli che sono stati Presidenti della Repubblica, del Senato o della Camera. (Es: la sig.ra Pivetti ha a disposizione e gratis un ufficio, una segretaria, l'auto blu ed una scorta sempre al suo servizio) La classe politica ha causato al paese un danno di 1 MILIARDO e 255 MILIONI di EURO. La sola camera dei deputati costa al cittadino Euro 2.215,00 al MINUTO !! Far circolare.......si sta promovendo un referendum per l'abolizione dei privilegi di tutti i parlamentari............ queste informazioni possono essere lette solo attraverso Internet in quanto quasi tutti i massmedia rifiutano di portarle a conoscenza degli italiani...... PER FAVORE CONTINUATE LA CATENA.
e io e gli altri familiari non abbiamo i soldi per pagare gli avvocati o il viaggio per andare dai nostri cari, oppure come pubblicato nell'art. del mio blog datato 10 gennaio, una nostra connazionale detenuta nelle carceri di Santo Domingo non poteva fare un ecocardio (costo 50€) perchè l'Ambasciata non aveva i soldi.

7 febbraio 2008

In questi ultimi tempi ho potuto prendere atto che per l'Italia sono stati istituiti i Garanti dei diritti dei detenuti operativi già da tempo in diverse Regioni, Province e Comuni con atto Costitutivo:http://www.ristretti.it/areestudio/giuridici/garante/garante_camera.pdf
A tale atto è stato richiesto e concesso come da prassi PARERE DELLA III COMMISSIONE PERMANENTE(AFFARI ESTERI E COMUNITARI), allora io mi chiedo perchè nell'occasione non si è pensato anche di inserire in questo contesto un GARANTE unico Nazionale per i diritti dei cittadini Italiani detenuti all'Estero? una svista? se così auspico quanto prima l'Istituzione di tale figura per noi familiari e detenuti importante, così tutto potrebbe convergere su tale Istituzione. Questa mia tesi è sostenuta anche da quanto recitato da PARERE DELLA II COMMISSIONE PERMANENTE (GIUSTIZIA) che all'inizio recita:
La II Commissione, esaminato il testo unificato n. 626 ed abbinate, recante l’istituzione della Commissione nazionale per la promozione e la tutela dei diritti umani e garante dei diritti delle persone detenute o private della liberta` personale, cosı` come risultante dagli emendamenti
approvati; preso atto che l’istituzione della predetta Commissione e`prevista dalla risoluzione n. 48/134 delle Nazioni Unite del dicembre 1993, votata dall’Italia, ma che finora e` rimasta inattuata nel nostro ordinamento proprio nella parte in cui raccomanda l’istituzione di organismi nazionali per la promozione e la protezione dei diritti umani.
Quanto sopra è previsto anche nei paesi Europei come di seguito:
Quanto di seguito non per erigermi a giudice o altro ma per capire e far capire tutta la problematica e cosa noi familiari ci dobbiamo inventare per la tutela dei nostri cari, non so quanto è giusto tutto quello che ho scritto, sicuramente ha una qualche attinenza al problema e speriamo che qualche giurista volenteroso voglia farmi capire e aiutarmi. Giovanni Falcone
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5 febbraio 2008

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www.ristretti.it - Rassegna stampa del 4 febbraio 2008

LA STORIA SI RIPETE: cambia il posto, il reato ma il trattamento e l'intervento delle Istituzioni Italiane no, disinteresse, non urtare la suscettibilità. Giovanni Falcone
Thailandia: italiana detenuta 4 mesi senza capire il perché
di Roberto Scarcella
Secolo XIX, 4 febbraio 2008
Quattro mesi di inferno, trascorsi tra una cella malsana e i locali maleodoranti di un centro per immigrati, a Bangkok, senza sapere con esattezza perché. O meglio, ipotizzando un motivo - l’essere in possesso di un passaporto considerato falso - che pareva sproporzionato rispetto al trattamento inflittole dalle autorità tailandesi.
E, infatti, solo al rientro in città, Giovanna Casadei, 37 anni, genovese, impiegata in un canile, scoprirà che la motivazione del suo arresto e della successiva permanenza forzata a Bangkok era un’altra: la donna era accusata di aver rubato alcuni souvenir che, chissà come, si era ritrovata accanto, in un sacchetto, sui sedili dell’aeroporto.
Ma nessuno era stato in grado di farle capire esattamente quale fosse l’imputazione a suo carico. Così, senza neppure la possibilità di abbozzare una minima difesa, era stata gettata in prigione. Con 760 detenute, perlopiù asiatiche, che prima la chiamavano Joanna, all’inglese, poi semplicemente Italy.
Dopo un mese e mezzo passato in un carcere thailandese e un mese di domiciliari in una guest house per detenuti in attesa di giudizio, Giovanna ha passato un altro mese nei putridi locali del centro immigrazione thailandese in attesa di un biglietto aereo per l’Italia e un foglio di via che sembravano non arrivare mai. L’incubo ha inizio il 26 agosto dello scorso anno: Giovanna sonnecchia su una poltroncina dell’aeroporto di Bangkok in compagnia dell’amico Massimiliano. I due, partiti dall’Italia a fine luglio, erano in giro nel sud-est asiatico da ormai un mese: rientravano da una serie di escursioni in Cambogia e Vietnam.
E Bangkok avrebbe dovuto essere una semplice tappa di poche ore in attesa di salire sull’aereo per l’Europa. Ma sotto quelle poltroncine giaceva un sacco incustodito: al suo interno oggetti di poco conto, classici souvenir da aeroporto non pagati. Ancora oggi, a distanza di cinque mesi non si sa bene chi li abbia presi. Giovanna, convinta di essere stata fermata per un passaporto falso, afferma di aver saputo la verità soltanto rientrata in Italia.
Il terminal era pieno di gente, ma la più vicina a quel sacco era lei, che condotta in un posto di polizia è stata interrogata in lingua thai (senza che lei capisse mezza parola), segregata per due giorni in una stanza dell’aeroporto e poi trasportata con un pick-up nel carcere di Klong Dan a Samut Prakan, poco fuori Bangkok.
"Ho passato un mese e mezzo in uno stanzone puzzolente in cui c’erano delle luci al neon accese 24 ore su 24 - racconta Giovanna, ancora visibilmente scossa -. Gli spazi erano talmente angusti che dovevamo dormire una attaccata all’altra". La vita del carcere si rivela dura fin da subito, e Giovanna impiega qualche giorno per capire cosa fare, con chi parlare per migliorare la propria situazione. Innanzitutto viene ricevuta da "Big Boss", l’uomo che all’interno della prigione sembra potere tutto: "Avrà avuto una cinquantina d’anni, grosso e grasso, con i vestiti sempre perfettamente stirati e un codazzo di "segretarie".
"Davanti a lui le donne devono inginocchiarsi - dice Giovanna - e spiegare le proprie ragioni a mani giunte, come se si fosse in preghiera". Ma Big Boss è solo uno dei tanti personaggi da romanzo che popoleranno le giornate di Giovanna. Tra questi, Jinda, una donna asiatica condannata per spaccio di droga: sarà lei a insegnarle come non farsi più rubare la divisa da carcerata durante la notte: "Con ago e filo ci siamo messe d’impegno e scritto la parola Italy su tutti i miei panni. E di italiana lì c’ero solo io".
Ma i problemi erano altri: la puzza, gli orari stravolti dalle preghiere mattutine, i sotterfugi tra carcerieri e carcerati, i viaggi verso il tribunale, in cui uomini (a torso nudo e ammanettati) e donne venivano caricati insieme su lunghi pick up "che assomigliavano tanto a carri bestiame". Giovanna trova in carcere una rivista di una compagnia aerea con un planisfero. Si addormenterà ogni notte sognando la fuga e un tragitto lungo tutto l’Asia destinazione Genova, Italia.
Il suo Paese, che Giovanna celebra durante una serata danzante in carcere, cantando a squarciagola l’Inno di Mameli. "Comunicare era dura, non avevo nemmeno un vocabolario italiano-thai". Giovanna viene salvata da un avvocato thailandese. Dopo il pagamento di una multa viene scarcerata, ma il peggio si rivelerà il centro immigrazione, dove rimarrà per un mese. "La gente faceva i propri bisogni per terra, c’erano bambini trattati come bestie, donne anziane che venivano picchiate". Il 16 gennaio arriva l’agognato foglio di via.

4 febbraio 2008

Un'altro giorno passato nel silenzio più totale, tutti vivono la loro quotidianità disinteressata e mi rivolgo a chi invece dovrebbe passare le proprie giornate lavorative (almeno quelle) per risolvere o cercare, i problemi della gente o almeno interessarsi per dovere di ufficio, niente, questa è oggi l'Italia. Ieri per un'attimo, così per caso ho guardato la trasmissione "domenica in Arena" presentata da Giletti, mi sembra, (perchè era già iniziata la trasmissione) parlassero di programmi tanto " in" adesso tipo il grande fratello. Presente in studio la Sen.ce PROCACCINI (FI) il conduttore Claudio Lippi, il direttore del settimanale "Diva e Donna" Silavana Giacobini, Lamberto Sposini, Alba Parietti e altri. Tema, il processo di Erba, il concorrente del Grande Fratello che ha cambiato sesso, e l'emergenza "rifiuti in Campania". La spettacolarizzazione del processo di Erba o dei concorrenti di spettacoli tipo grande fratello, questo è tutto quello che si vede in TV oggi, si da spazio a queste cose "che intesi possono anche interessare" si da spazio alle mamme che piangono per i figli in trasmissioni del genere ma come ha detto Claudio LIPPI, POI CI SI DIMENTICA DI FAR VEDERE LE MAMME DEI POVERI SOLDATI MORTI IN AFGANISTA O IRAQ CHE PIANGONO I PROPI FIGLI.
E che dire poi del disinteresse generale della Chiesa, come già ho scritto altre volte, il nostro problema, dei genitori o familiari è anche questo, LA MANCANZA DI UN AIUTO SPIRITUALE.
La mancanza di aiuto e la presenza effettiva di un padre spirituale su cui poter contare nei momenti di abbattimento e disperazione farebbe la differenza, ma nulla. Come già scritto in un'altro post Gesù ha detto che è il dottore che va dall'ammalato e non il contrario, ma sono troppo presi nella quotidianetà della vita terrena laica, belle case, belle macchine, gite e quant'altro, sarebbe opportuno mandarli a fare gli esercizi spirituali, in africa nelle capanne, ma anche in Italia con i diseredati, bisognosi, barboni sulle strade come ne ho visti tanti per fortuna. Questa è gente che si è abituata alla vita agiata, alla bella vita, come gli impiegati che timbrano il tesserino, proprio oggi, questo momento tragicoeconomico del nostro paese dovrebbero più impegnarsi per i bisognosi, ma di tutti e non solo di quelli che piace loro, sono attorniati da uno stuolo di persone che pensano solo ai loro interessi e dei loro amici, pochi. Giovanni Falcone

1 febbraio 2008

E' strana la vita per noi familiari di detenuti all'estero, ogni giorno ci tocca lottare contro tutto e tutti per vedersi riconosciuti dal dalle Istituzioni quelle garanzie atta a far rientrare al più presto i nostri cari e le contraddizioni di casi di cronaca successi in Italia e che vedono coinvolti stranieri di ogni nazionalità. Resta salvo che per tutti si deve tenere conto(in uno Stato Democratico) dei diritti umani, diritto di avere un giusto ed equo processo in tempi brevi, essere assistiti nel migliore dei modi da legali di fiducia o messi a disposizione dal governo dove si verifica il reato o psudo o in altri casi dal proprio governo se ci si trova in uno stato che non prevede tale normativa (gratuito patrocinio) o che purtroppo non ha i mezzi finanziari per poter far fronte a tale situazione, magari anche in virtù del fatto che tali stati, non avendo mezzi economici siano affollati da tantissimi stranieri per turismo. Caso delitto perugia, Meredith Kercher, è di oggi la notizia passatra su tutti i TG (per noi preclusi) dell'intervista a Panorama della madre di Amanda Knox, indagata per tale delitto e per tale in prigione, ebbene la madre Edda Mellas si dichiara certa dell'innocenza della figlia. "Amanda è stata sempre coerente nel dire la verità - dice a Panorama - tranne la sera in cui andò spontaneamente in Questura per tentare di essere d'aiuto. Era terrorizzata, le hanno gridato addosso ed è stata minacciata" denuncia la donna.
"In quella circostanza - prosegue la donna - Amanda è stata interrogata per una notte intera e parte della giorno successivo, senza un legale nè un traduttore professionista. Le dicevano che in qualunque caso sarebbe andata in carcere per 30 anni. ............
Giusto quanto sopra di una mamma che lotta per la libertà della figlia, giusta la lotta della povera Meredith che lotta per avere giustiza per sua figlia, ma il punto è questo:
Io lotto per la libertà di mio figlio, anche lui è stato trattenuto per quasi 24 ore in centrale e oltre alle grida ha subito anche altro, non ha avuto la possibilità di telefonare all'Ambasciata o noi, non gli è stato dato nè un traduttore nè tantomeno un legale, cose gravissime per uno Stato Democratico, è stato costretto insieme a Simone a firmare una dichiarazione preparata prima e non in presenza loro (ogni volta si redice un Rapporto Giudiziario, lo si fa in presenza dell'imputato e del legale, "ancor più grave trattandosi di 18 kg di haschisch", che deve conoscere passo passo tutto quello che viene scritto, pena la nullità dell'atto che per chi ne capisce appena è un atto importantissimo, una volta chiuso letteralmente, sbarrato, va firmato in contemporanea dall'imputato e dall'Ufficiale di P.G. che l'ha redatto e da altri poliziotti presenti, in nessun caso può essere corretto o manomesso, e in esso tutto deve corrispondere esattamente, data, ora, fatti e ogni minimo dettaglio): Ma noi nulla possiamo contro tutto questo, le nostre Autorità, Ministero - Governo o Parlamento nulla fanno perchè non possono interferire nelle attività di quel governo, ma allora perchè da noi gli altri tutto possono? e ottengono subito, proprio a Perugia ricordo, da un tg, dopo pochissimi giorni dava la notizia che le autorità governative di tutti gli stranieri implicati si sono presentati con avvocati famosi per assistere i propri cittadini.
Tutto questo per noi è solo una chimera, speriamo che con il prossimo governo qualcosa cambi, il mio sogno? avere la possibilità di essere eletto e occuparmi di questa tematica, ma è solo un sogno, però chissa mai qualche partito.......

Nel 60° anniversario della morte di Mohandas Karamc hand Gandhi


«Sono le azioni che contano. I nostri pensieri, per quanto buoni possano essere, sono perle false fintanto che non vengono trasformati in azioni. Sii il cambiamento che vuoi vedere avvenire nel mondo»