30 gennaio 2008

mondaccio.co.nr
roberto mauri - street_child@hotmail.com
GIOVANNI FALCONE E TREMILA PERSONE INGIUSTAMENTE DETENUTEJanuary 30th, 2008
Giovanni Falcone non è solo il nome di un giudice ucciso dalla mafia a Capaci. E’ anche quello di un signore dalle parole misurate e la tenacia di ferro. E’ un uomo che ha visto suo figlio, e un amico del ragazzo, scomparire ingoiati da un carcere in India. E’ un signore che ha scoperto che dietro le sbarre di mezzo mondo ci sono almeno tremila cittadini italiani - e chissà quanti di altre nazionalità - i quali sono rinchiusi in una cella in barba al diritto internazionale. Giovanni Falcone è una persona come tante: ha un credo politico e forse anche una devozione religiosa, ha una famiglia cui badare e amici con cui passare il tempo, ha sogni nel cassetto e dolori da lenire. Più di altri però ha una consapevolezza: il diritto internazionale non è rispettato e per questo migliaia di persone soffrono inutilmente nelle celle di questo mondo.
Il suo blog è un modo per non illuderci che in fondo noi possiamo anche non sapere; è uno strumento per non lasciare Giovanni Falcone da solo in questa sua lotta; è il mezzo che abbiamo per sapere giorno per giorno che cosa si può fare per rendere questo mondaccio un poco meno assurdo, violento, malsano di come a tratti ci appare.
Il suo blog è linkato in questa pagina e io visito http://giovannifalcone.blogspot.com/ così mi impedisco di dire a me stesso che non sapevo.
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Ho voluto riportavi quest'articolo di un amico, che come altri ogni giorno navigando in internet, leggendo giornali o su tv vengono a conoscenza della storia di Angelo e di quello che sto facendo per poter portare alla ribalta non solo la storia di mio figlio, ma anche quella di Simone, Kassim, Simone Righi, Carlo Parlanti, di Angelo C. e di tanti altri senza nomi che non conosceremo mai perchè dimenticati purtroppo a volte anche dalle famiglie ma sicuramente tutti dalle Istituzioni, ognuno con una propria storia, innocenti o colpevoli, ma comunque tutti esseri umani che andrebbero trattati tali ovunque e da chiunque. Purtroppo anche se siamo nel terzo millennio tutto questo è solo una chimera. Sofferenze, torture, abusi di ogni tipo in barba a tutti i trattati e diritti internazionali, la maggiorparte commessi in Stati che comunque hanno firmato questi trattati, sofferenze nelle carceri ma anche quando riescono a ritornare a casa cambia poco perchè poi iniziano i problemi psicologici, giornate passate tra casa e psicologi e la notte riaffiorano i fantasmi di tutto quello che hanno subito, caso emblematico quello di Angelo C. che sta pagando il prezzo di tutto quello che ha dovuto subire in carcere e badate bene in un carcere occidentale, dell'Europa e non in un carcere di un paese in via di sviluppo o del terzo mondo, dove si pensa che tutto quello che di brutto e atroce che c'è, lì può succedere, no vi posso assicurare che è tutto sbagliato. Io nel mio piccolo mi sto sforzando di far emergere tutto questo, ma ho bisogno di voi tutti che mi aiutiate in questo, se urlo da solo nessuno mi sente ma se siamo in tanti devono sentirci per forza, per il bene dei nostri figli o dei nostri carima anche semplicemente di amici o conoscenti e sicuramnte di ESTRANEI e nessuno può dire a me non succederà, perchè tutti ci muoviamo e giriamo il mondo, o per lavoro o per turismo o altro, viviamo come dicono in un villaggio globale che ci piaccia o no.
Si, è vero ho 56 anni, ma ancora avevo tanti sogni nel cassetto e ho dolori da lenire, questi sì, tanta voglia di aiutare persone che soffrono, come ho fatto, speriamo di poterli portare a termine. La Fede? sì tanta, anche se a volte sorgono i dubbi ma di questo ne parlerò più compiutamente in un articolo a parte per farvi scoprire l'altra faccia di questa medaglia. Giovanni Falcone

2 commenti:

Anonimo ha detto...

Confesso di aver saputo della battaglia di Giovanni Falcone da una trasmissione di Radio2, diverso tempo fa. Non immaginavo che le Istituzioni potessero non occuparsi in modo così compiuto di quello che capita a dei concittadini in Paesi terzi. Non credevo. Ma io, chi mi conosce lo sa, sono un beato illuso. Seguire la battaglia di Giovanni Falcone mi pare un dovere morale e civile, un bisogno dell'individuo pensante in quanto tale. Non pretendo che chi è detenuto sia innocente, esigo però che sia giudicato e - prima, durante, dopo il processo - trattato da persona. Dico ai miei amici che frequentano le piazze, le manifestazioni per la pace, i gay pride, i girotondi; e dico agli altri che non amano la piazza ma che da dietro la loro porta di casa sognano un mondo giusto per tutti; dico a tutti loro - a tutti noi - che non ci importa del nome di quelle tremila persone stupidamente detenute. Se siamo persone, se abbiamo senso civico, se crediamo nella giustizia degli uomini dobbiamo - dobbiamo! - tenere gli occhi aperti sul lavoro di Falcone. E dobbiamo farlo anche se non abbiamo fratelli o figli in carcere in India, anche se non viaggiamo mai, anche se non temiamo che domani possa capitare a noi. Dobbiamo farlo perché è giusto!

Grazie, Giovanni Falcone, la prego di considerarmi con lei!

Roberto Mauri

Giovanni Falcone ha detto...

grazie Roberto, belle parole uscite veramente dal cuore di una persona buona e attenta e che sa amare il prossimo così com'è senza pregiudizi, se vai sul blog vedrai che tra i miei ultimi post c'è un articolo di Francesco Alberoni "chi giudica e condanna non riuscirà ad amare" bhe sicuro tu non sei tra quelli e come te per fortuna tanti. C'è poi che dice di impegnarsi e di essere attenti a questo ma non si rendono conto che sono solo di parte, di chi piace loro, poverini, io dico che bisogna amare tutti. Giovanni Falcone