30 dicembre 2007

DAL CORRIERE DELLA SERA - VIVI MILANO 29.12.2007

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UNA LETTERA DAL CARCERE PER TUTELARE I DIRITTI UMANI
Gentile Schiavi, scriviamo questa lettera da un carcere indiano nella speranza che qualcuno anche a Milano si interessi al nostro caso e ci aiuti ad uscire da questo incubo. Da più di nove mesi siamo prigionieri in attesa di un processo continuamente rimandato, accusati di traffico di droga con prove inventate. Siamo incensurati, residenti a Bobbio, in provincia di Piacenza e all' inizio del 2007 siamo andati in India per una vacanza. Dopo Nuova Delhi abbiamo visitato Varanasi e Jaipur, poi abbiamo scelto di andare a Mandi, in Himachal Pradesh. Lì abbiamo conosciuto un indiano che ci ha invitato nel suo villaggio, ma la sera del 9 marzo i poliziotti hanno fatto irruzione nella casa che ci ospitava. Non avendo trovato niente ci hanno portati alla stazione di polizia: abbiamo chiesto invano di poter contattare l' ambasciata italiana, e ci è stato detto che soggiornavamo illegalmente in una casa privata. Con la violenza abbiamo dovuto firmare una dichiarazione in hindi; il giorno dopo abbiamo capito che dalla dichiarazione risultava che eravamo stati fermati ad un posto di blocco in auto con due indiani e 18 chili di hashish. Abbiamo chiesto ai poliziotti perché avevano inventato questa storia e loro ci hanno risposto che non avevano un mandato di perquisizione per la casa. La stessa polizia ci ha chiesto se eravamo disposti a pagare almeno 10 lack (20 mila euro circa) a qualche poliziotto compiacente o se volevamo offrire dei soldi ai due indiani per addossarsi la colpa. Da nove mesi siamo in prigione e abbiamo preso un' epatite virale. Speriamo che L' Italia non ci dimentichi. Angelo Falcone Simone Nobile



Questa lettera scritta mano arriva da un carcere himalayano, al confine tra India e Pakistan. È l' appello di due giovani, finiti dentro una storia che ricorda «Fuga di mezzanotte». In alcuni paesi le prove a carico si fabbricano, e certe imprudenze hanno un costo pesantissimo: 15 anni di carcere. Ma ci sono diritti umani da tutelare (se ne parla sul sito giovannifalcone.blogspot.it). Speriamo che qualcuno se ne accorga.



gschiavi@rcs.it
Schiavi Giangiacomo

2 commenti:

Sara ha detto...

Buon pomeriggio signor Giovanni,
ho letto la lettera di Angelo e Simone. Anche se sull'inserto locale di Milano, è sempre importante che se ne parli.
Mi sono permessa di riprendere la lettera e pubblicarla in un post sul mio blog (non l'ho contattata prima perché so che non avrebbe obiettato), un'occasione per tornare a parlare di Angelo e Simone, visto che non lo facevo da un po'.
Spero che il 2008 sia un anno migliore e che ci regali il ritorno di suo figlio e di Simone in Italia. Lo spero con tutto il cuore.
A presto, e se non ci sentiamo prima, tanti auguri di buon anno.
Un abbraccio,
Sara

Anonimo ha detto...

politici e tutti voi che potete fare qualcosa per aiutare Angelo,Simone e tanti altri V E R G O G N A