22 novembre 2007

PARTENZA PER DELHI

Finalmente si parte questa sera, prima tappa Piacenza domani e sabato, domenica poi alle 06,20 imbarco a Malpensa e arrivo a Delhi in serata. Speriamo che tutto vada bene dagli incontri che avremo, ma la cosa più emozionante sarà l'abbraccio con Angelo e poi Simone, dopo 9 lunghi mesi. Non so come reagiremo entrambi ma nonostante tutto sarà bellissimo, speriamo che il tempo si fermi, avremo tanto da dirci, non oso pensarci, mi viene in mente il film "Fuga di Mezzanotte" quando il protagonista e suo padre hanno l'incontro in carcere, vi giuro ho sentito dirsi le stesse paroler che ho sempre detto nei pensieri a Angelo, L'istinto di genitore innamorato del proprio figlio seppure nella disavventura che poi è il momento più adatto a dimostrarglielo. Vado tranquillo carico delle vostre preghiere, ciao. Spero potervi comunicare qualcosa........

21 novembre 2007

SCRITTO DA MAX BONO

La durezza spagnola e la debolezza italiana

Una vera dura. La Thatcher di Cadice. 4 mandati consecutivi al potere. L´ultimo ottenuto a meta´ 2007. Dal 1995 fino al 2011 al potere. Un potere assoluto.
Cadice, Andalusia. In questa Spagna di província e´ molto difficile che qualcuno avesse l´ardore di sfidare la super-potente Teófila Martinez, sindaco della citta´, una donna che alle ultime elezioni di meta´ anno 2007 ha mantenuta la egemonia assoluta sulla citta´ (PP 18 rappresentanti; PSOE 8 e IU 1).
Il canile di Port Royal e´ finanziato dalla provincia di Cadice, colpevole complice di Placido Gómez, il proprietário senza scrupoli del campo di sterminio delgi animali della citta´.
Capire come um cittadino italiano possa rimanere in cárcere piu´ di um mese e mezzo in um altro paese dell´ Unione Europea come la Spagna (non stiamo parlando di Índia o USA) non puo´ essere possibile se non si intende il contesto in cui e´ accaduto il tutto.
Simone Righi e la sua compagna avevano tre cani che amavano come figli, prova ne sia il fatto che, contrariamente a molti italiani in vacanza che abbandonano i propri animali prima di andare in vacanza, se li erano portati fino a Cadice.
Non potevano pero´ portarseli sempre con loro e per questo li avevano lasciati al canile-lager.
Per la verita´ l´única cosa che si potrebbe rimproverare a Simone e´ che, in tempo di Internet, non avevano fatto uma ricerca a pprofondita in Internet sul canile-lager. Avrebbero scoperto che da molto tempo il luogo era chiacchierato. Si erano fidati dell´opinione del Comune, favorevole al Port Royal.
Dopo la tragédia dell´assassinio dei loro cani da parte del Port Royal, era stata organizzata uma manifestazione di protesta animalista in cui Simone e la compagna erano solo due dei duemila partecipanti.
E qui si incomincia ad intravedere la differenza tra la Spagna e l´Italia.
Gli unici arrestati erano stati Simone e la compagnia, poi liberata. La narrazione degli eventi e´ necessariamente confusa. Si sa che il 7 ottobre 2007 la manifestazione di protesta, pacifica, era avvenuta nello stesso giorno della festa patronale di Cadice.
Nella Spagna di província um evento del genere e´ sacro: lê autorita´ vanno in chiesa per omaggiare il santo, stringono mani, sorridono per i giornalisti. La Guardiã Civil crea um cordone di sicurezza per prevenire qualunque incidente e la festa continua nel tono ovattato di província. Peggio ancora e´ nel caso di Cadice, dove Teófila Martinez domina la citta´ e non ammette confusioni.
Pertanto la manifestazione di protesta, data la concomitanza di date, nasceva sotto uma cattiva stella. Chiaramente lê autorita´ all´uscita della chiesa evitano di incontrare i manifestanti, che pero´ capiscono la manovra diversiva e si fanno loro incontro lo stesso.
Tra i piu´ scalmanati c´e´ Simone, che aveva perso tre figli (come lui considerava i suoi cani) ed accusava la sindaco di coprire il canile, dati i fondi che il canile riceve dal município.
L´atmosfera e´ tensa. L´italiano e´ in prima fila. La Guardiã Civil e´ nervosa. Sembra che Simone si avvicina a Teofila e lê grida alcune accuse. Confusione, spintoni. Botte da orbi e arresto dell´italiano, lo straniero.
E forse questo e´ emblemático: gli spagnoli, nazionalisti, prendono lo straniero. Ma poi dopo gli italiani, il governo che ci dovrebbe proteggere, agisce in maniera opposta. Abbandona Simone a marcire in uma prigione spagnola.
E con tutti gli sprechi che ci sono non Italia, si comporta in maniera da pezzente e nemmeno paga la cauzione di 9000 Euro, uma goccia nel mare dei fondi di um paese che si dice industrializzato ma che si comporta da sottosviluppato.
La Spagna mostra la durezza con lo straniero, l´Italia mostra la debolezza con il próprio concittadino.
A questo punto e´ legittimo chiedersi: quanto vale la vita di un italiano per il próprio governo (Simone há addirittura um tumore)?
E perche´ l´Italia e gli italiani lasciano che fatti come questi accadano senza far niente?
Attenzione, mio caro lettore, perche´cio´ domani potrebbe accadere a te.

20 novembre 2007

una giornata come tante

SONO QUI SEDUTO COME TUTTI I GIORNI E TUTTE LE NOTTI, DAVANTI AL COMPUTER E CON IL TELEFONO IN ATTESA DI QUALCHE CHIAMATA. SONO QUI A CERCARE DI INVENTARMI QUALCOSA DI NUOVO, MA PURTROPPO IL TEMPO PASSA INESORABILE, SENZA CHE NULLA CAMBI. CI SONO STATI I DUE INTERVENTI IN TRASMISSIONE ALLA RAI. IL RESTO, COME SI DICE, IN GERGO MARINARESCO, E' "CALMA PIATTA".
E INTANTO LORO CONTINUANO A MARCIRE IN PRIGIONE IN INDIA PER QUALCOSA DI CUI SI SONO SEMPRE DICHIARATI ESTRANEI.
TUTTO QUESTO NON INTERESSA NESSUNO. LE ISTITUZIONI E, TUTTI, CONTINUANO AD ESSERE INDIFFERENTI.
QUESTO PERCHE' UFFICIALMENTE NON POSSONO INTROMETTERSI NELLA SOVRANITA' DI QUELLO STATO. MI CHIEDO "OPPURE PERCHE' IMPEGNATI IN COSE PIU' IMPORTANTI (SOPRATTUTTO QUANDO SI TRATTA DEI FIGLI ALTRUI)?".
NON SO COSA PENSARE. PENSO, CHE A QUESTO PUNTO, CHE TUTTA L'ITALIA DOVREBBE ADIRARSI DIFRONTE A QUESTE BRUTTURE.
NON SI TRATTA , INFATTI, SOLO DI ANGELO E SIMONE MA DI TANTI ALTRI (SONO CIRCA 3000) "DISTRIBUITI" IN OGNI PARTE DEL MONDO E NON C'E' DIFFERENZA TRA OCCIDENTE O TERZO-QUARTO MONDO, ANZI, IN STATI COSIDETTI CIVILI, FORSE E' ANCHE PEGGIO.
IO, FRA POCHI GIORNI, VADO IN INDIA MA CON IL CUORE COLMO SOLO DI TRISTEZZA E RABBIA. TRISTEZZA PERCHE' VEDRO' ANGELO E SIMONE NELLO STATO REALE IN CUI SOPRAVVIVONO SENZA POTER FARE NULLA. RABBIA NEL PENSARE CHE IL NOSTRO STATO COME GIA' DETTO SPENDE MILIARDI PER SPESE LEGALI E ALBERGHI PER GLI STRANIERI CHE IN ITALIA DELINQUONO E COMBINANO OGNI POSSIBILE NEFANDEZZA, MENTRE PER I PROPRI CITTADINI NULLA (NON E' PREVISTO DALLA LEGGE). NON E' POSSIBILE TUTTO CIO'.QUANDO QUALCUNO SI ACCORGERA' DI QUELLO CHE STA SUCCEDENDO?
ADESSO MI FERMO NON VADO OLTRE, NON CI RIESCO.
POSSO SOLO DIRE VERGOGNA, VERGOGNA PER CHI DOVREBBE E NULLA FA!VERGOGNA PER LE ISTITUZIONI ASSENTI, VERGOGNA PER I GIORNALISTI TUTTI, VERGOGNA PER LA CHIESA, LA GRANDE ASSENTE CHE COME LE TRE SCIMIETTE SI E' TAPPATA GLI OCCHI, LE ORECCHIE E LA BOCCA.
IO MI CHIEDO E CHIEDO A TUTTI E VI PREGO DI RISPONDERE A COSA POSSO PIU' CREDERE?
IN CHE COSA POSSO AVERE FIDUCIA? SOLO ED ESCLUSIVAMENTE ALLE MIE FORZE E CAPACITA', MA E' UNA LOTTA IMPARI, DAVIDE CONTRO GOLIA. SPERO SOLO CHE, COME DICE ANGELO, IL GRAN CAPO CHE E' IN CIELO MI AIUTI E MI DIA FORZA PER ANDARE AVANTI, PENSO DI ESSERE AGLI SGOCCIOLI, PURTROPPO!!!

INVIO FIRME AL MINISTERO ESTERI

LE FIRME RACCOLTE A ROTONDELLA E POLICORO, CIRCA 700, SONO STATE INVIATE CON RACCOMANDATA AL MINISTERO DEGLI ESTERI. LA RACCOLTA E' STATA CURATA DAGLI APPARTENENTI A rIFONDAZIONE COMUNISTA SINISTRA EUROPEA SEZ. DI POLICORO A CURA DI FRAMMARTINO OTTAVIO E IVAN FITTIPALDI, NON POSSO CHE RINGRAZIE QUANTI SI SONO IMPEGNATI ALLA RIUSCITA DI QUANTO SOPRA.






19 novembre 2007

SEDUTA N.247 DEL 24.9.97

già nel 1997 il governo per il tramite dell'On. FASSINO aveva preso impegno a risolvere il problema degli italiani detenuti all'estero ( mi sbaglio?) con assistenza diretta e accordi bilaterali, norme reloative a espiare la pena eventuale comminate nelle carceri italiane, norme sulle espulsioni e estradizioni immediata e diretta pur in presenza di una condanna, ma a distanza di 10 anni mi pare che poco sia cambiato. Giudicate voi.
(Cittadini italiani detenuti all'estero)
PRESIDENTE. Segue l'interrogazione Cento n.3-00846 (vedi l'allegato A - Interpellanze e interrogazioni sezione 5).
Il sottosegretario di Stato per gli affari esteri ha facoltà di rispondere.
PIERO FASSINO, Sottosegretario di Stato per gli affari esteri................................................omissis
Per ciò che riguarda la questione posta dalla interrogazione Cento n.3-00846, ....................omissis
-; il Ministero degli esteri, in sostanza, cerca di assistere e di intervenire o attraverso l'unità di crisi, o attraverso gli uffici della direzione generale degli affari sociali. Per quel che riguarda in particolare la questione sollevata dall'onorevole Cento relativa ai cittadini italiani in attesa di giudizio e in condizione detentiva o comunque di restrizione della libertà, preciso che si tratta di circa 4 mila persone - al riguardo possiamo anche fornire una tabella articolata -, gran parte dei quali si trovano in paesi occidentali, dove gli standard carcerari e il quadro normativo non sono molto dissimili da quelli italiani. Costoro, quindi, si trovano in una condizione certamente penosa, ma analoga a quella di cui sarebbero stati oggetto qualora il reato di cui sono imputati fosse stato commesso in Italia. Circa un terzo di questi 4 mila, invece, sono detenuti in carceri asiatiche, africane o del sud America. Naturalmente in quei paesi la situazione è più complicata, nel senso che spesso gli standard carcerari non sono quelli europei, il quadro normativo vigente è enormemente difforme da paese a paese ed è complessa la normativa non solo riferita al reato, ma anche quella procedurale, il che rende più complicato l'intervento.
Per quanto concerne la condizione di questi nostri concittadini, stiamo cercando di operare in due direzioni. La prima è quella dell'assistenza diretta al cittadino che si trova nelle condizioni di cui stiamo parlando. Perseguiamo però anche una strada di intervento più generale che tende a definire accordi bilaterali tra il nostro e questi paesi al fine di garantire tre essenziali obiettivi: innanzitutto accordi bilaterali circa la garanzia di tutela di difesa dei cittadini; in secondo luogo, norme relative alla possibilità di espiare la pena che eventualmente fosse comminata nelle carceri italiane; in terzo luogo, norme sulle espulsioni e sulle estradizioni che consentano, quando il reato è minore, di risolvere la questione con l'espulsione immediata e diretta, pur in presenza di una condanna.
o mi s s i s
PIER PAOLO CENTO ...................................................................................................................omissis
È evidente che nei confronti di tali cittadini, che nei paesi del terzo e quarto mondo vivono una condizione di detenzione o comunque hanno problemi con la giustizia penale locale, occorra una maggiore attenzione ed un'iniziativa più incisiva nonché la capacità di privilegiare la stipula di accordi bilaterali innanzitutto con quelle realtà; ciò consentirebbe di offrire maggiori garanzie agli italiani che si trovano o si dovessero trovare nella condizione di vedere limitato un diritto fondamentale come la libertà.
Prendo atto del fatto che il Governo ed il Ministero degli affari esteri si stiano muovendo nella direzione indicata. Osservo che forse l'istituzione di un'apposita sezione - non so se già esista - che operi anche in collegamento con il Ministero di grazia e giustizia, facendo il punto della situazione ed imprimendo uno stimolo ulteriore alla soluzione di tali casi, ci consentirebbe di tutelare in maniera più adeguata il diritto dei nostri concittadini.

Allegato A Seduta 247 del 24/9/1997
Pag. 14
E) Interrogazione:

(Sezione 5 - Cittadini italiani detenuti all'estero)
CENTO. - Ai Ministri di grazia e giustizia, degli affari esteri e per la solidarietà sociale. - Per sapere - premesso che: il caso dei due cittadini condannati all'ergastolo alle Maldive per detenzione di irrisorie quantità di droghe leggere ha portato alla ribalta della cronaca anche il problema degli oltre quattromila cittadini italiani detenuti all'estero (equivalente ad un decimo della popolazione delle carceri italiane) -: quanti siano esattamente i cittadini italiani detenuti all'estero e in quali Stati; quanti dei suddetti cittadini siano in carcere per reati connessi a produzione, trasporto, spaccio di sostanze stupefacenti e quanti per loro mera detenzione e/o consumo; quali siano le condizioni di detenzione dei nostri condannati e quali siano i casi più a rischio; quale sia la valutazione complessiva sullo stato delle cose e sulle linee guida dell'azione del Governo in materia.
(3-00846)
(6 marzo 1997)

ABOU ELKASSIM BRITEL - PREAVVISO SCIOPERO DELLA FAME

DI SEGUITO IL MESSAGGIO RICEVUTO DA KHADIJA MOGLIE DI KASSIM, VI CHIEDO DI DIVULGARE IL PIU' POSSIBILE QUESTA E-MAIL A TUTTI GLI AMICI IN TUTTE LE PARTI DEL MONDO, KASSIM TIENI DURO E FORZA SIAMO CON TE NON MOLLARE, NON DARGLIELA VINTA.
Ecco il comunicato che ho inviato alle Autorità italiane, Vi chiedo cortesemente di diffonderlo quanto più possibile,grazie a tutti ed un cordiale saluto khadija
Abou Elkassim Britel - Preavviso di sciopero della fame
In nome e per conto di mio marito Abou Elkassim Britel, cittadino italiano e marocchino - matricola 69546, carcere di Äin Bourja, Casablanca - comunico la sua ferma intenzione di intraprendere uno sciopero della fame per ottenere la liberazione che gli è dovuta, dopo che la sua innocenza è stata da più parti e da tempo dimostrata(*).
Chiediamo alle Autorità una pronta e fattiva risposta a questa richiesta, in assenza della quale mio marito - illegalmente privato della sua libertà dal 2002, vittima di extraordinary rendition, di torture e di molto altro - si vedrà costretto a proseguire ad oltranza la propria azione.
Abou ElKassim Britel osserverà uno sciopero della fame il 19 e 20 novembre 2007 a supporto di questa dichiarazione.


18 novembre 2007
(*) In particolare, si vedano:- la Risoluzione del Parlamento Europeo sul presunto uso dei paesi europei da parte della CIA per il trasporto e la detenzione illegali di prigionieri che « 63. Condanna la consegna straordinaria del cittadino italiano Abou Elkassim Britel, che era stato arrestato in Pakistan nel marzo 2002 dalla polizia pakistana ed interrogato da funzionari USA e pakistani, e successivamente consegnato alle autorità marocchine ed imprigionato nella prigione di "Temara", dove è ancora detenuto; sottolinea che le indagini penali in Italia contro Abou Elkassim Britel erano state chiuse senza che egli fosse incriminato; 64. si rammarica che secondo la documentazione trasmessa alla commissione temporanea, dall'avvocato di Abou Elkassim Britel, il Ministero degli Interni italiano all'epoca fosse in "costante cooperazione" con servizi segreti stranieri in merito al caso di Abou Elkassim Britel dopo il suo arresto in Pakistan; 65. sollecita il governo italiano a prendere misure concrete per ottenere l'immediato rilascio di Abou Elkassim Britel », feb 07 ; - l'archiviazione dell'indagine da parte della magistratura « rilevato che gli ulteriori accertamenti disposti, intercettazioni telefoniche ed accertamenti bancari, non hanno fornito alcun supporto all'accusa », set 06; - Amnesty International: Italy - A briefing to the UN Committee against Torture, apr 07 .

Per informazioni: www.giustiziaperkassim.net
Mail : info@giustiziaperkassim.net
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17 novembre 2007

COMUNICATO STAMPA DELL'ON MARCO ZACCHERA (AN)

COMUNICATO STAMPA DIRITTI UMANI: ZACCHERA (AN) IL GOVERNO TENGA CONTO DELLE 13.000 FIRME A SOSTEGNO DELLA PETIZIONE SUL GRATUITO PATROCINIO PER I DETENUTI ITALIANI ALL’ESTERO.
Straordinario successo della petizione lanciata da secondoprotocollo (www.secondoprotocollo.org) a sostegno dell’iniziativa dell’On.Marco Zacchera, responsabile esteri di AN, per chiedere al Governo l’istituzione del gratuito patrocinio per gli italiani detenuti all’estero affinché siano garantiti i diritti sanciti dall’art. 24 della Costituzione e dagli articoli 9-10 e 11 della Dichiarazione Universale per i Diritti Umani.I casi emblematici che stiamo seguendo –afferma Franco Londei di secondoprotocollo- come quello di Carlo Parlanti detenuto negli USA, di Angelo Falcone e Simone Nobili, detenuti in India e di Simone Righi a tutt'oggi detenuto in Spagna, nonostante l'annunciata liberazione fatta dal viceministro degli Esteri Franco Danieli il 14 novembre; possono dare l’idea di quanto sia importante garantire il diritto alla difesa dei cittadini italiani fuori dai confini nazionali.Nel caso di Simone Righi,:arrestato il 7 ottobre scorso dalla polizia spagnola nel corso di una pacifica manifestazione promossa da associazioni ambientaliste per denunciare la soppressione e il maltrattamento del canile di Puerto Real nel quale sono stati peraltro uccisi i tre cani dello stesso Righi”servono subito 9.000 euro di cauzione per farlo uscire dalla prigione spagnola , denaro che i famigliari non hanno. Nonostante sia incomprensibile come un connazionale , malato di cancro, possa essere detenuto in uno stato comunitario senza aver commesso alcun reato –prosegue Londei – stiamo facendo l’impossibile per raccogliere l’importo necessario alla cauzione necessaria a restituire la libertà a Simone Righi,detenuto ingiustamente .Per la difesa di Carlo Parlanti sono stati gia spesi oltre 200.000 dollari e ne servono altri 25.000 subito per potergli garantire un' adeguata difesa in un processo che ormai è diventato l’emblema delle farse.Nelle condizioni di Simone e di Carlo-conclude Londei- ci sono Falcone, Angelo C., Kassim Britel e altri 3.000 (tremila) italiani come denunciato dall’On.le Zacchera che ha portato all’attenzione dell’opinione pubblica le gravi violazioni di diritti umani dei nostri connazionali.Il problema, afferma l’Onorevole Zacchera non è più rinviabile, il dieci dicembre in occasione dell’avvio delle celebrazioni del 60° anniversario della Dichiarazione universale dei diritti dell’uomo inoltrerò le firme raccolte dalla petizione lanciata da secondoprotocollo, alla nostra rappresentanza presso l’ONU .Roma 16 Novembre 2007

15 novembre 2007

RISPOSTA ALL'INTERROGAZIONE DELL'ON. FOTI DEL 6.7.2007

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NON POSSIAMO CHE ESSERE CONTENTI DI TANTA ATTENZIONE E INTERESSAMENTO DA PARTE DELLE AUTORITA' COMPETENTI E PER LE RIPETUTE VISITE. GRAZIE DI CUORE.

13 novembre 2007

DA ITALIA CHIAMA ITALIA

Home / Italiani all' estero / Detenuti italiani all'estero: è allarme - di Gabriele Adinolfi
Fri, 26 Oct 2007 09:05:00
Detenuti italiani all'estero: è allarme - di Gabriele Adinolfi

Una questione che mette a nudo la totale inesistenza di un'Istituzione nazionale

di Gabriele Adinolfi

Mercoledi 24 ottobre alla sala stampa della Camera si è svolta la conferenza stampa organizzata dal deputato Marco Zacchera sulla condizione degli italiani detenuti all'estero. Quello che ne è emerso è imbarazzante. Fuori dal territorio nazionale ci sono circa tremila italiani detenuti in carceri europee, americane, del terzo e del quarto mondo. Se c'è da aspettarsi che in India, Turchia, Pakistan le condizioni detentive siano a livello animale, senza letti, senza assistenza medica, senza garanzie giuridiche, qualcuno si stupirà che non diversamente sono trattati i prigionieri negli Usa.Carlo Parlanti, ivi sequestrato dalla Germania quasi quattro anni fa, ha contratto l'epatite e non lo lasciano curare nell'avanzatissima California... Persino le visite consolari gli sono state inibite, roba inimmaginabile ad Ankara. C'è una straordinaria similitudine tra le condizioni “americane” di Parlanti e quelle di Angelo Falcone, prigioniero in India.
Le garanzie negate
Se la narrazione delle disavventure dei nostri connazionali imprigionati all'estero può indurci a un moto di soddisfazione o di consolazione per la civiltà detentiva italiana (che però il governo codino di Proni ha annunciato di voler smantellare) una realtà inferiore sì e no a sei o sette nazioni europee, tutt'altro sentimento ci detta quanto emerge dall'impegno del cosiddetto Stato italiano in merito alla protezione dei suoi cittadini.
Innanzitutto le garanzie giuridiche. In molti casi i detenuti sono oggetto di una macchinazione; o sono stati condannati per via di un contenzioso con un cittadino della nazione in cui si trovano con una sentenza sfavorevole non solo anche se mancano le prove ma anche quando le prove sono a loro favore, oppure perché sono squattrinati vittime di estorsioni ad opera delle mafie poliziesche locali. In nessun caso l'Italia, a differenza ad esempio della Francia, riesce a farsi sentire e a trar fuori il malcapitato.
Quindi le condizioni umanitarie. I nostri concittadini contraggono ogni genere di malattie ma quasi mai vengono curati. Il nostro Consolato locale al massimo invia una nota di protesta.
Infine le garanzie di difesa. Ufficialmente il Consolato deve occuparsene ma non è vero. I fondi sono inesistenti (in California sono disponibili solo tremila euro l'anno!). E se non viene rifiutata la visita consolare, quest'ultima non ha più valore concreto di un incontro con un assistente sociale.
Un Ministero?
Il Ministero degli Esteri è indecoroso. Non solo non mette al corrente le famiglie dell'arresto ma quando queste finalmente lo sollecitano non fa che inviare lettere-tipo ciclostilate sulle quali cambia soltanto l'intestazione e il numero di pratica. Se il sequestrato fa notizia al telegiornale il Ministero si attiva fino ad ottenere un risultato, altrimenti nessuno, ma proprio nessuno, se ne occupa. Non c'è alcuna convinzione, alcun sentimento, nessun senso di responsabilità. Se Francia, Spagna, Inghilterra, Germania hanno la tendenza a sostenere i cittadini, ogni italiano oggi è orfano. Il 1945 continua indefesso.
I fondi e il fondo
I Consolati denunciano la scarsità di fondi. Non credo che si tratti solo di questo, perché non penso che all'estero sovrabbondino; quello che manca soprattutto sono la dignità, la volontà e il senso di responsabilità. D'altra parte gli esempi che ci vengono forniti da sei decenni abbondanti non possono non aver lasciato il segno. Parlando di fondi, però, sarebbe sufficiente riconvertire quanto viene girato tramite le amministrazioni locali alle associazioni parassitarie che pullulano in Italia e che si arricchiscono favorendo l'immigrazione selvaggia; sarebbe sufficiente abolire l'otto per mille, anch'esso utilizzato in larga misura allo stesso scopo, per ridare ossigeno alle istituzioni in difesa dei cittadini. Basterebbe anche requisire le privatizzazioni truffa che hanno distolto il patrimonio dalle casse pubbliche per finanziare i pescecani (i casi dei palazzinari e delle ferrovie sono tra i più emblematici). Basterebbe, eccome se basterebbe!
Lo schiavo tiranno
L'Italia è allo sfascio, non rappresenta più nulla; per sorridere deve aggrapparsi a qualche performance sportiva, poi deve chinare il capo; di fronte a tutti, di fronte a qualsiasi nazione tribale. Lo “Stato” esiste solo come macchina succhia soldi, denari che finiscono nelle casse degli oligarchi che sponsorizzano i nostri “politici” e che stanno rapinandoci a man bassa. Come appendice si occupa solo di promuovere operazioni proibizioniste e repressive: tutte le caratteristiche dello schiavo fatto tiranno sono state assunte dall'intera classe amministratrice del potere.
Una comprova? Se non ci sono i soldi per occuparsi d'indurre i suoi sequestratori a fornire a Carlo Parlanti le cure mediche e le garanzie giuridiche, ci sono invece quelli per cercare di strappare Marina Petrella, dopo venticinque anni, alla tutela francese? A quanto pare preme di più una vendetta tardiva contro una persona implicata in un'azione militare che si concluse con un atto di teatrale magnanimità (il sequestro D'Urso) che non salvare un cittadino italiano, vittima di un sequestro giuridico, dal rischio di morte per infezione epatica contratta in galera.
Conviene farsi nazionalizzare in un paese africano.
Gabriele Adinolfi - Italia chiama Italia

11 novembre 2007

Oggi 11.11.2007 guardando la tv sono venuto a conoscenza che nella puntata odierna di Buona Domenica (Canale 5) si farà un lungo servizio (ha detto la conduttrice) sulla storia di Giovanna Reggiani, morta in seguito alle ferite riportate nell’aggressione subita da parte del cittadino rumeno, clandestino, pregiudicato, Romulus Nicolae Mailat di anni 24 e accusato di omocidio volontario. Per il servizio una truppe si è recata in Romania per intervistare la moglie di Mailat.
Quanta premura e quanti soldi spesi per realizzare tutto il servizio e l’intervista, è da tanto che chiedo a tv. giornalisti carta stampata e Deputati o Senatori che vadano in India i primi per un servizio delle condizioni di detenzione e ricerca della verità sulla storia di Angelo e Simone, ai secondi che facciano sentire ai ragazzi, ma anche alle autorità indiane l’interesse del Governo e Istituzioni Italiane, cosa peraltro già fatto in occasioni di altri casi simili in altre parti del mondo.
Ma com’è stato detto altre volte e da altri, pare che si usano due pesi e due misure a seconda di chi è incappato nelle tenaglie di queste storie.
E’ quello di cui avrei voluto parlare da Magalli, perché per questa gente, stranieri pregiudicati, clandestini, in Italia sembra solo per ammazzare con premeditazione e fare violenze di ogni genere, per rubare e delinquere solamente, eppure per questi il governo italiano riconosce tutti diritti, come giusto che sia, gratuito patrocinio visite anche di parlamentari in carcere, dopo solo qualche giorno, qualsiasi sia il reato commesso, anche il più efferato vengono rilasciati liberi agli arresti domiciliari in alberghi e chialet (vs caso dei 4 ragazzi falciati a Pescara da parte di uno slavo fotografato dopo 2 giorni sul terrazzo dell’albergo a prendere il sole, mentre le famiglie dei 4 ragazzi nella disperazione più assoluta dimenticati dalle istituzioni) a spese dello stato, a migliaia per cui si spendono decine e decine di miliardi.
Per noi all’estero nulla di tutto ciò è previsto, addirittura siamo dimenticati, abbandonati a noi stessi, neanche si degnano di fare le visite consolari che pure sono previste o addirittura rifiutare incontri ai familiari, che chè se ne dica a Angelo e Simone hanno fatto la visita consolare dopo 8 mesi esatte dall’arresto, causa la distanza hanno detto e a seguito del mio sciopero della fame, se così è penso che le Ambasciate dovrebbero farle solo in stati dove ci sono belle strade e non con lunghe distanze da percorrere, dopo 2 mesi è andato un signore indiano in carcere per portare soldi e libri, è stato detto un funzionario, io penso in base alla mia esperienza che si trattava sicuramente di un ausiliario d’ambasciata, me lo facciano sapere con precisione con nome e cognome e incarico. Tutti abbiamo problemi con le spese legali, ma non si fa niente per ovviare a questo, dicono la legge non lo prevede. L’art. 24 della Costituzione non fa differenza tra Italia o Estero, è la legge fatto dopo che ha generato questa differenza, In breve gli stranieri in Italia sono garantiti e aiutati dal governo Italiano, gli Italiani all’estero non sono garantiti ne dall’Italia e nemmeno dallo stato in cui si trovano, ASSURDO E ANTICOSTITUZIONALE

DA "LIBERTA' ON LINE" DEL 10.11.2007

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ARTICOLO "LA NUOVA" 09.11.2007

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DA : http://www.legnostorto.com DOMENICA 11.11.2007

Silvia Baraldini: in questo caso il governo è stato efficientissimo.

Detenuti italiani all’estero, vergogna nazionale
Scritto da Max Bono
domenica 11 novembre 2007
Sapevate che ci sono circa 3000 detenuti italiani all’estero? Sapete che alcune volte sono stati arrestati per ragioni futili? E sapevate che a volte il nostro governo fa poco o niente per aiutare questi nostri connazionali? Benvenuti all’inferno delle prigioni straniere, dove quale che sia la ragione dell’arresto le condizioni sono a volte così disumane da rasentare l’animalesco o anche peggio, visto che neanche gli animali si comportano tanto male con i propri simili.E’ veramente incredibile la fragilità della condizione umana. Partiamo rilassati per un viaggio all’estero e poi possiamo improvvisamente scoprire di trovarci all’inferno, in celle sovraffollate da terzo mondo dove le malattie, le sofferenze, le torture fisiche e psicologiche sono così diffuse da farci rabbrividire.E solo lì nel buio del sudiciume del carcere straniero scopriamo che la lenta burocrazia italiana può anche uccidere. Intendiamoci, alcune persone arrestate sono veramente criminali, a volte incalliti. Ma la stragrande maggioranza non lo è e comunque nessuno merita un trattamento disumano.Ma che fa il governo italiano per cambiare questa situazione? A volte interviene, anche rapidamente. Ma a volte la lentezza è estenuante e le persone sono del tutto abbandonate a se stesse. Sembra quasi che ci sai un approccio del tipo: “Sei tu che sei voluto andare lì, ora veditela da solo”.Ripeto: lungi da noi voler giudicare la colpevolezza o meno delle persone. Ma stiamo discutendo la disumanità del trattamento e la futilità delle accuse. Il governo si deve adoperare immediatamente per far cessare l’ingiustizia della detenzione o come minimo chiedere il trasferimento immediato del detenuto nelle carceri italiane dove scontare la detenzione.Due esempi mostrano come l’ approccio adottato dal nostro governo a volte sia completamente differente da quello seguito da un paese, gli Stati Uniti, molto spesso preso ad esempio in Italia.Mentre il governo americano ad esempio interviene sempre, comunque e anche in casi di palese colpevolezza di imputati statunitensi, ciò a volte non accade nel caso italiano.Esempio? In Brasile l’anno scorso c’è stato un tragico incidente aereo della compagnia Gol dove sono morte 154 persone a causa (come accertato in seguito) della interferenza di un piccolo aereo Legacy guidato da piloti statunitensi. Stiamo parlando di uno dei maggiori disastri aerei della storia del Sudamerica. Ebbene il governo americano ha fatto letteralmente di tutto per la liberazione di questi piloti, che alla fine sono tornati in patria salutati come eroi dalla stampa locale. Caso diverso per Simone Righi a Anna Fiori, una tranquilla coppia di emiliani che ha la malaugurata idea di viaggiare con i propri cani in Spagna.Davvero? Quale pericolo può esserci? C'è il pericolo di farsi ammazzare i cani, di protestare per questo e di essere rinchiuso in prigione da più di un mese in un carcere spagnolo in attesa dell’intervento delle autorità italiane.Esagerato? Per nulla. La coppia emiliana aveva lasciato i cani in uma “pensione” per qualche giorno durante il proprio viaggio a Cadice. Purtroppo Simone e Anna non sapevano che la pensione era praticamente un campo di sterminio per cani. Quando l’hanno scoperto era troppo tardi. Allora hanno partecipato ad una manifestazione di protesta. In questi casi si sa che la polizia a volte interviene con la mano pesante, specialmente con gli stranieri. Simone già era furioso per la morte dei suoi cani e lo scontro con la Guardia Civil è stato inevitabile. L’arresto è avvenuto con le seguenti accuse: attentato alle autorità, agli agenti e funzionari pubblici, resistenza e disobbedienza, e secondo il codice penale spagnolo prevedono pene dai 2 ai 4 anni di reclusione. Anche Angela Giovanna Fiori è accusata di attentato alle autorità.Risultato: cornuto e mazziato. E le autorità italiane? L’angoscia della famiglia con l’appello della sorella di Simone, e’ ancora in attesa di risposta.Niente male la differenza con gli Stati Uniti, vero?Ma qualcuno dei nostri politici fa qualcosa a riguardo? C’è solo una lodevole iniziativa dell’onorevole Marco Zacchera [di An, ndr] al riguardo, uno dei pochi che si interessano al problema.Intendiamoci: qui stiamo trattando di un problema di vite umane ed italiane e le divisioni politiche dovrebbero essere superate, ma ciò purtroppo non accade nel nostro paese e chi ne soffre sono i nostri concittadini detenuti all’estero.Pertanto pensa bene prima di viaggiare all’estero, mio caro lettore, e soprattutto verifica come il nostro governo opera nel paese dove vai. Non si sai mai, potresti finire in una prigione da incubo per un pezzo senza nessuno che ti visiti per mesi.

9 novembre 2007

IL GIORNO DOPO

E si, il giorno dopo siamo qui a ripensare a quello che poteva essere e che non è stato purtroppo, l'essere andato in trasmissione e non aver potuto parlare di ciò che avrei voluto, parlare del caso di Angelo e Simone ma anche di tanti altri nelle loro condizioni e badate, non fa differenza di dove si trovano detenuti, può essere l'India o America, Africa o Europa, anzi a volte l'essere in paesi cosedetti civili non è segno di garanzie nel trattamento, anzi a volte è anche peggio, vedasi gli altri casi seguiti o quelli che ultimamente ho trovato in internet Spagna, Croazia, Brasile.
Ieri in trasmissione da Magalli sono stato stretto nella morsa dei tempi ridotti e oltretutto quelli prima di me sono andati oltre e dopo c'era la mannaia del TG2 che si è abbattuta tristemente e ancora quello che chiamo da inesperto il morbo della telecamera, Magalli che non taceva e che nonostante i miei richiami continuava a chiamare mio figlio Simone.
Comunque siamo andati in onda e se non altro adesso dopo anche la trasmissione su RAI1 la gente in Italia ne sa di più e questo fa ben sperare, oltretutto lo stesso Magalli mi ha detto che ci risentiamo quando rientro dall'India.
Altro lato dolente della trasmissione la telefonata con l'Ambasciata, a parlare la dott.ssa Mirelli, tutti (parlandone dopo) pensavano che a rispondere sarebbe stato l'Ambasciatore o il Console o il Primo Ministro d'Ambasciata, ma forse impegnati in cose più importanti. Chissà si fosse trattato del figlio di un Sen. o Dep. o altra personalità forse...... ma noi tutti sappiamo come vanno queste cose, a loro dimostrare e a noi giudicare, almeno quello non ce lo può togliere nessuno. E' per questo che ancora nessun personaggio politico è andato in India a trovare i ragazzi come già successo per altri casi? I ragazzi invece hanno dovuto aspettare 8 mesi per la visita consolare, mentre se andate a vedere la trasmissione da me linkata nel blog RAI International che ha trattato il caso di un italiano abbandonato nelle carceri Brasiliane nel 2005, la dott.ssa Ferrucci del MAE ha dichiarato che le vesite sono previste e che in più nelle festività più sentite sono previste oltre alle visite dei pacchi, ma Angelo e Simone a Pasqua erano in carcere eppure non è successo niente. E gli amici del blog? si sono eclissati anche loro?
Dai Angelo a papà coraggio, vedrai che forse anche loro saranno illuminati.

7 novembre 2007

6 novembre 2007

PIAZZA GRANDE da Magalli giovedì 8.11

ANCORA UN INVITO AD UNA TRASMISSIONE DELLA RAI, DOMANI PARTO PER ROMA E GIOVEDI' MATTINA SONO IN TRASMISSIONE OSPITE DI MAGALLI, SPERIAMO CHE QUALCOSA SI SMUOVA ANCORA DI PIU', CHE LE ISTITUZIONI INTERVENGANO PER DARE DELLE RISPOSTE IN MERITO AL PROBLEMA, SPECIE DEL GRATUITO PATROCINIO.

5 novembre 2007

3 novembre 2007

GRATUITO PATROCINIO

Finalmente si è fatto giorno, speriamo un nuovo giorno profiquo di novità, ho continuato a pregare tutta la notte per Angelo e Simone ma anche per Carlo, Kassim , Angelo C. e per tutti gli altri, per tutto quello che sta succedendo oggi in Italia e per il nostro caro Don Oreste che non c'è più ,nella speranza che dall'alto dei cieli ci aiuti, che sia di conforto per i nostri ragazzi oggi come lo è stato per tutti gli emarginati del mondo da vivo, ce ne fossero come lui, ma purtroppo la stragande maggioranza oggi sono troppo impegnati alla vita mondana (con tutte le comodità e ricchezze volutamente cercate) di adesso, io onestamente non so a chi rivolgermi quando sento il bisogno di conforto e aiuto religioso e allora mi chiudo in casa o da solo in Chiesa e prego, come diceva don Oreste "per imparare a stare in piedi bisogna stare in ginocchio".
Oggi si stanno riscaldando gli animi politici per i gravi fatti accaduti, non bisogna fare di tutti un fascio, tra di loro c'è gente disperata, disperata per una famiglia lasciata chissà quanto lontana e chissà quando e se la rivedrà, disperata perchè anche qui vengono sfruttati e trattati come bestie (e so quello che dico per vita vissuta giornalmente) tutti gridano contro gli extracomunitari, quanti ce ne di quelli che magari ha una badante o un qualsiasi rapporto di lavoro con loro, REGOLARMENTE A NERO, gente che non gli danno un minuto di libertà perchè devono lavorare (24 ore al giorno) senza nessun diritto riconosciuto, poi vanno in piazza a scioperare contro il governo per quei stessi diritti a loro favore, questo cos'è? non è forse schiavismo? Io penso che almeno il 70% degli extracomunitari lavorano a nero e non per loro volontà, tutti lo sanno ma nessuno fa niente e allora poi si arriva a quello che oggi succede, gente che è costretta a delinquere. E allora si arriva al paradosso che lo Stato deve provvedere a tutta questa gente detenuta, in libertà provvisoria anche in chalet com ultimamente accaduto, pagando fior di avvocati, QUANTI MILIARDI SPESI, qualcuno si è mai preso la briga di fare un calcolo? parlo in particolare del gratuito patrocinio stabilito dall'art. 24 della Costituzione nel quale non si fa menzione e differenze se deve avvenire in Italia e all'estero, successivamente con una legge il governo di allora ha deciso che in Italia spetta mentre all'estero no, questo non è anticotituzionale? Io quando sono all'estero non sono più cittadino italiano? In Italia si spendono miliardi per tutti gli stranieri (che arrivano giornalmente ancora purtroppo,) NOI INVECE NON RIUSCIAMO A GARANTIRE UNA DEGNA DIFESA AI NOSTRI FIGLI DETENUTI GIUSTAMENTE O INGIUSTAMENTE ALL'ESTERO (circa 3000 aggiornamento 2005) DI NOI CITTADINI ITALIANI NESSUNO SE NE OCCUPA FATTIVAMENTE E BADATE NON STO PARLANDO SOLO DI MIO FIGLIO MA DI TUTTI, PER FORTUNA ADESSO CON IL CASINO CHE IO STO FACENDO MI SONO RESO CONTO CHE DA QUALCHE GIORNO QUALCOSA DI PIU' SI LEGGE SU INTERNET ANCHE QUESTA NOTTE HO TROVATO UN NUOVO CASO MAI VISTO PRIMA, NE SONO CONTENTO MI RENDO CONTO CHE LA MIA LOTTA SERVE A QUALCOSA, ADESSO QUALCUNO PARLA ANCHE DI RECIPROCITA', VERSO QUALCHE STATO, COSA CHE IO HO SEMPRE SOSTENUTO, BASTA ANDARE A LEGGERE I VECCHI POST, SPERIAMO SOLO IN QUALCHE POLITICO CHE SI FACCIA PORTAVOCE AL PIU' PRESTO DELLE NOSTRE RICHIESTE FACENDO CAMBIARE LA LEGGE DEL GRATUITO PATROCINIO così da poter rivedere al più presto a casa i nostri cari. Giovanni Falcone
P.S. - vi chiedo scusa per i miei orrori di ortografia, ma ho solo la terza media, questo perchè qualcuno potrebbe avere da ridire di questo, come successo per lettere pubblicate dall'amica Rossella, ma anche quando io ho pubblicato quelle di Angelo, subito si sono levati professori in cattedra che prontamente hanno additato i ragazzi per gli errori grammaticale commessi nenno scrivere quelle lettere (senza voler pensare le condizioni fisiche e psichiche in cui erano quando le hanno scritte), additando noi parenti per le nostre reticenze iniziali nel pubblicare e far conoscere il nostro dramma all'opinione pubblica, mettersi in evidenza insomma per tutto quello che ne consegue per noi gli altri parente ma anche gli stessi amici. Quanti professori, psicologhi filosofi e altro ancora, tgutti ben comodi in casa in poltrone davanti alla tv con un caffè o una bottiglia di birra in mano con la pancia bella piena, mentre i ragazi lì (non importa se voluto o capitato) costretti a tutto senza la benchè minima possibilità di potersi difendere, picchiati, senza mangiare, nell'ammucchiata generale, di ogni genere,a subire tutto il male del mondo che prima neanche pensavi potesse esistere se non guardando i film (a proposito professori vi consiglio fuga di mezzanotte), riflettete prima di scrivere e non guardate la pagliuzza nell'occhio del vicino ma la trave che sta nel vostro, buona giornata anche a te Gabriele, quando vuoi sai dove trovarmi Giovanni Falcone

2 novembre 2007

DON ORESTE UNA VITA DA SANTO


QUESTA NOTTE IL SIGNORE HA CHIAMATO A SE DON ORESTE BENSI, FONDATORE DELL'ASSOCIAZIONE PAPA GIOVANNI XXIII° DOPO UNA VITA PASSATA AD AIUTARE I PIU' DEBOLI IN ITALIA E NEL MONDO, OVUNQUE C'E' DISAGIO E POVERTA' C'E' QUALCHE FRATELLO DELL'ASSOCIAZIONE CHE SI PRODIGA. LA SUA GENEROSITA' E' CONOSCIUTA DA TUTTI, SONO IN TANTI A PIANGERLO, NONOSTANTE L'ETA' NON SI E' MAI RISPARMIATO. LUI ERA GIA' UN SANTO COME POTETE VEDERE DA QUESTA FOTO (AUREOLA) DA ME SCATTATA IN OCCASIONE DELLA GITA A LOURDES 8 SETTEMBRE 2006. E' UNA NUOVA STELLA IN CIELO E DALL'ALTO CONTINUERA' A GUIDARCI CON AMORE.

1 novembre 2007

Non so come ringraziarvi per l'attenzione, la stima dimostratemi oggi anche per l'intervento alla trasmissione su Radio rai 2 "il cammello di radio 2", questo è la dimostrazione di quello che ho sempre detto e la mia lotta di tutti i giorni verso le TV e i giornali nazionali che non vogliono interessarsi di questo caso, contro i BARONI dell carta stampata, parlarne alla radio o alla tv come avvenuto sabato scorso su Rai 1 , o sui giornali SERVE, serve a far sapere la storia alla gente perchè così chi deve interessarsi lo faccio e serve perchè, quello che la gente dovrebbe capire è chi deve intraprendere un viaggio in quei posti sanno a cosa vanno incontro andare in quei luoghi e allora o cambia posto o si tiene in guardia, anche se non serve a niente, perchè tanto fanno quello che vogliono, PURTROPPO.
Io mi batterò per questo e vi do APPUNTAMENTO a dopo per altri articoli.
VOGLIO RINGRAZIARE ELISABETTA, MARCO E LO STAFF DI RADIO 2 CHE MI HANNO DATO QUESTA POSSIBILITA'. IO DICO CHE TUTTI DOVREBBERO FARE COME LORO AVERE CORAGGIO, CORAGGIO DI AFFRONTARE LE SITUAZIONI E NON TENERE LA TESTA SOTTO LA SABBIA PER PAURA O IPOCRISIA E CHI PUO' APPROFITTA DI QUESTE NOSTRE DEBOLEZZE A PROPRIO FAVORE. Ciao e grazie a tutti.