29 ottobre 2007

CONVENZIONE DI VIENNA sulle relazioni Consolari 24.04.1963

Questa sera ho fatto una lunga chiacchierata con Rossella, mamma di Angelo, ci siamo scambiati le nostre sensazioni, angosce speranza nel futuro, un futuro fatto con i nostri figli e per i loro, nella speranza che un giorno tutto finisca e sia dimenticato, questo è quello che chiedo al Signore, per i nostri figli e per tutti quelli che come loro soffrono e patiscono queste ingiustizie da parte di altri uomini, che il Signore abbi pietà di loro.
Come al solito seduto al computer cerco di trovare qualcosa che possa aiutarmi per la storia dei ragazzi e gira gira guardate cosa ho trovate:
Convenzione di Vienna sulle relazioni consolari
Conchiusa a Vienna il 24 aprile 1963:
Gli Stati parti alla presente Convenzione,
memori che, da un tempo remoto, si sono stabilite relazioni consolari tra i popoli,
coscienti degli Scopi e dei Principi della Carta delle Nazioni Unite concernenti
l’uguaglianza sovrana degli Stati, la conservazione della pace e della sicurezza internazionale
e lo sviluppo delle relazioni amichevoli tra le nazioni,
considerato che la Conferenza delle Nazioni Unite sulle relazioni e immunità diplomatiche3
ha approvato la Convenzione di Vienna sulle relazioni diplomatiche, aperta
alla firma il 18 aprile 1961,
persuasi che una convenzione internazionale su le relazioni, i privilegi e le immunità
consolari contribuirebbe del pari a favorire le relazioni amichevoli tra i paesi, quale
che sia la diversità dei loro ordinamenti costituzionali e sociali,………omissis

Art. 5 Funzioni consolari
Le funzioni consolari consistono a:
a. proteggere nello Stato di residenza gl’interessi dello Stato d’invio e dei suoi
cittadini, siano questi persone fisiche oppure giuridiche, nei limiti ammessi
dal diritto internazionale;
e. prestare soccorso e assistenza ai cittadini, siano questi persone fisiche oppure
giuridiche, dello Stato d’invio;dal diritto internazionale;
i. con riserva delle pratiche e procedure vigenti nello Stato di residenza, rappresentare
i cittadini dello Stato d’invio o prendere disposizioni allo scopo
d’assicurare loro una rappresentanza appropriata davanti ai tribunali o alle
altre autorità dello Stato di residenza per domandare, conformemente alle
leggi e ai regolamenti di questo Stato, lo stabilimento di misure provvisorie a
tutela dei diritti e degli interessi di questi cittadini, qualora, per effetto della
loro assenza o per qualsiasi altra cagione, non possano difendere in tempo
utile i loro diritti e interessi;
j. trasmettere atti giudiziali e stragiudiziali o eseguire commissioni rogatorie
secondo gli accordi internazionali vigenti o, in mancanza di tali accordi, in
maniera compatibile con le leggi e i regolamenti dello Stato di residenza;
Art. 36 Comunicazione con i cittadini dello Stato d’invio:
1. Per agevolare l’esercizio delle funzioni consolari concernenti i cittadini dello
Stato d’invio:
a. il funzionario consolare deve avere la libertà di comunicare con i cittadini
dello Stato d’invio e di recarsi da loro. 1 cittadini dello Stato d’invio devono
avere la stessa libertà di comunicare con i funzionari consolari e di recarsi da
loro;
b. a domanda dell’interessato, le autorità competenti dello Stato di residenza
devono avvertire senza indugio il posto consolare dello Stato d’invio allorché,
nella sua circoscrizione consolare, un cittadino di questo Stato è arrestato,
incarcerato o messo in stato di detenzione preventiva o d’ogni altra
forma di detenzione. Ogni comunicazione indirizzata al posto consolare
dalla persona arrestata, incarcerata o messa in stato di detenzione preventiva
o d’ogni altra forma di detenzione deve parimente essere trasmessa senza indugio
da tali autorità. Queste devono informare senza indugio l’interessato
dei suoi diritti in conformità del presente capoverso;
c. i funzionari consolari hanno il diritto di recarsi dal cittadino dello Stato di
invio, che sia incarcerato, in stato di detenzione preventiva o d’ogni altra
forma di detenzione, d’intrattenersi e corrispondere con lui e di provvedere
alla sua rappresentanza in giudizio. Essi hanno parimente il diritto di recarsi
da un cittadino dello Stato d’invio, che sia incarcerato o detenuto in esecuzione
d’un giudizio nella loro circoscrizione. Nondimeno, i funzionari consolari
devono astenersi dall’intervenire in favore d’un cittadino incarcerato
oppure in stato di detenzione preventiva o di qualsiasi altra forma di detenzione,
qualora l’interessato s’opponga espressamente.
2. I diritti di cui al paragrafo 1 del presente articolo devono essere esercitati nell’ambito
delle leggi e di regolamenti dello Stato di residenza, ma è inteso che queste
leggi e regolamenti devono permettere la piena attuazione degli scopi per i quali i diritti
sono accordati in virtù del presente articolo.
……..omissis
In fede di che, i plenipotenziari sottoscritti, a ciò debitamente autorizzati dai loro

governi, hanno firmato la presente Convenzione.
Fatto a Vienna, il ventiquattro aprile milienovecentosessantatre.
(Seguono le firme)
Campo d’applicazione della convenzione il 1° giugno 1993
Stati partecipanti Ratificazione Adesione (A) Successione (S) Entrata in vigore
India.
28 novembre 1977 A 28 dicembre 1977
Spagna 3 febbraio 1970 A 5 marzo 1970
Stati Uniti d’America** 24 novembre 1969 24 dicembre 1969
Marocco* 23 febbraio 1977 A 25 marzo 1977
* Obiezioni, vedi qui di seguito.
** Riserve e dichiarazioni, vedi qui di seguito.
Italia
Per quanto concerne la disposizione della lettera c del paragrafo 1 dell’articolo 36
della convenzione, il Governo italiano, secondo l’uso invalso nel diritto generale,
considera irrinunciabile la facoltà spettante ai funzionari consolari di recarsi da un
cittadino dello Stato d’invio, che sia incarcerato per qualunque motivo, e d’intervenire
in suo favore. Conseguentemente, il Governo italiano agirà secondo il principio
della reciprocità.
Marocco
L’articolo 62 relativo all’esenzione doganale di oggetti destinati all’uso d’un posto
consolare diretto da un funzionario consolare onorario non sarà applicabile.
L’articolo 65 non sarà applicabile dacchè i funzionari consolari onorari non possono
essere esentati dall’immatricolazione degli stranieri e dal permesso di soggiorno.
Stati Uniti d’America
Il Governo degli Stati Uniti obietta sulle riserve formulate dalla Repubblica araba
dello Yemen circa l’articolo 35 paragrafo 3.
Il Governo degli Stati Uniti sottolinea inoltre che la riserva formulata dalla Repubblica
araba dello Yemen sugli articoli 46 paragrafo 1 e 49, menziona che la Repubblica
araba dello Yemen intende per «membri della loro famiglia viventi nella loro
comunione domestica» di cui agli articoli 46 paragrafo 1 e 49 della Convenzione,
soltanto i membri dei posti consolari e le loro mogli, ai fini dei privilegi e delle immunità
di cui beneficiano. Per gli Stati Uniti detta espressione comprende i membri
dei posti consolari e il loro coniuge, sia che si tratti del marito o della moglie. Il Governo
degli Stati Uniti formula pertanto la propria obiezione qualora la Repubblica
araba dello Yemen non includa nell’espressione «membri della loro famiglia viventi
nella loro comunione domestica» tutti i familiari dei membri dei posti consolari, di
cui agli articoli 46 paragrafo 1 e 49.
Il Governo degli Stati Uniti considera tuttavia che la Convenzione resta in vigore tra
esso e la Repubblica araba dello Yemen salvo per le disposizioni su cui vertono le
riserve.
Io non sono che un ignorante in materia, un povero pensionato analfabeta, ma spero ardentemente che qualche Giurista mi dia una risposta per quanto sopra o altrimenti dovremmo noi trovare chi ci spiegherà quanto sopra, nella speranza che possa servire alla causa dei nostri ragazzi, altro che fare lo sciopero della fame per la visita Consolare o elemosinare tutto quello che ci dovrebbe essere garantito per legge. FALCONE GIOVANNI

1 commento:

Anonimo ha detto...

La ringrazio per Blog intiresny