14 maggio 2007

“Nessuna prova contro i bobbiesi, intervenga il Governo”

Angelo e Simone sono stati arrestati il 10 marzo, ma la polizia non avrebbe ancora fornito «uno straccio di prova» al giudice che dovrà decidere la scarcerazione o il rinvio a giudizio. Tanto che l'udienza prevista per giovedì scorso, a Mandi, è slittata a mercoledì 25 aprile. Una notizia accolta positivamente dalle famiglie degli amici bobbiesi fermati nel nord dell'India con l'accusa di detenzione e traffico internazionale di stupefacenti: «E' la conferma che i nostri ragazzi non c'entrano nulla con quel pacco di droga».I parenti incrociano le dita in attesa della prossima settimana: «Angelo compirà 27 anni il prossimo giovedì 26 aprile. Purtroppo non potrà festeggiare a casa, ma a questo punto se riuscirà a dimostrare la sua innocenza e quella di Simone sarà per tutti un compleanno memorabile».Nei prossimi giorni dovrebbero intervenire ufficialmente il sindaco Roberto Pasquali ed il parlamentare di Alleanza nazionale Tommaso Foti. «Siamo in attesa di essere ricevuti al ministero degli Esteri, spero già la settimana prossima - annuncia il primo cittadino -. La polizia, già sollecitata dal giudice indiano all'udienza di venerdì 30 marzo, pare non abbia ancora presentato la documentazione relativa all'arresto di Simone e Angelo. Si tratta di uno spiraglio importante, forse in quel verbale che i due hanno firmato la notte dell'arresto non sta scritta tutta la verità».I turisti bobbiesi avevano denunciato "anomalie" nel comportamento delle forze dell'ordine nella lettera inviata in modo rocambolesco all'ambasciata italiana a Nuova Delhi. Prima la polizia aveva fatto un'irruzione nella casa di due indiani, ma il pacchetto con diciotto chilogrammi di hashish era spuntato da un'auto. «Insomma una versione dei fatti sicuramente confusa - commenta il sindaco - che il governo italiano deve chiarire. Può darsi che i nostri compaesani abbiano sbagliato, e io non ho mai nascosto la mia posizione a proposito del consumo di droga, di qualsiasi tipo fosse. In questo caso, tuttavia, abbiamo due piacentini detenuti ormai da più di un mese, a migliaia di chilometri da casa, che si proclamano innocenti, con la polizia inadempiente persino di fronte al giudice». Nei prossimi giorni, l'onorevole Foti dovrebbe presentare l'interrogazione parlamentare annunciata nei giorni prima di Pasqua: «Anche in ragione della gravità della pena prevista, il governo italiano non può rischiare di avere due innocenti che pagano per un reato non commesso. La vicenda appare quantomeno confusa e l'individuazione delle responsabilità dei nostri concittadini resta tutta da dimostrare. Il fatto di essere presenti laddove può essere stato commesso un reato non significa affatto aver partecipato al medesimo».Se le accuse della polizia di Mandi dovessero essere confermate, secondo fonti della Farnesina, Angelo e Simone rischiano fino a dieci anni di carcere da scontare in India.
Fonte: Libertà (Quotidiano di Piacenza)

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