15 maggio 2007

Arrestati in India, Bobbio si mobilita

Bobbio - La drammatica lettera scritta dalla coppia di amici bloccati nel nord dell’India ha scosso tutta Bobbio. «Ci sono due nostri concittadini in difficoltà a migliaia di chilometri dall’Italia - afferma il sindaco Roberto Pasquali - ed è nostro dovere intervenire per riportarli a casa il più presto possibile». Simone era partito prima di Natale, mentre Angelo lo aveva raggiunto a metà gennaio. La loro vacanza sarebbe dovuta terminare lo scorso 16 marzo, ma sei giorni prima sono stati entrambi arrestati dalla polizia per detenzione e traffico di stupefacenti. Ora si trovano in una casa protetta di Mandi, città dell’Himachal Pradesh, nella zona nord del Paese. All’udienza di domani mattina i due ribadiranno la loro totale estraneità alle accuse: «Con quella droga non c’entriamo».
Le prime buone notizie potrebbero arrivare già nelle prossime ore, perlomeno è quanto sperano i familiari dei due turisti. Ma se non ci saranno sostanziali novità, il sindaco Pasquali intende percorrere tutti i canali diplomatici possibili. «Ho appreso ufficialmente la notizia dalla Libertà, prima erano circolate solo indiscrezioni. Nessuna comunicazione ufficiale era giunta al Comune, né i familiari si sono rivolti a noi», spiega il primo cittadino. La richiesta di aiuto che Angelo e Simone sono riusciti a inviare in Italia tra mille difficoltà ha colpito la sensibilità dei bobbiesi: «In molti, dopo aver letto la lettera pubblicata dal giornale, hanno telefonato per chiedermi che cosa si può fare. E’ mia intenzione tenere alta l’attenzione presso il ministero degli Esteri perché l’ambasciata italiana a Nuova Delhi segua la vicenda passo dopo passo», conferma Pasquali.
Lo stesso primo cittadino è rimasto molto scosso dal messaggio dei due piacentini: «Hanno messo per iscritto la loro versione dei fatti, ora è importante che riescano a portare avanti questa tesi, cosa non facile visto la lontananza da casa e le difficoltà legate alla lingua. Dobbiamo fare in modo che l’ambasciatore stia al loro fianco, che non siano lasciati soli». Ieri Pasquali è anche riuscito a parlare con il cugino di Simone, il primo ad accorrere in aiuto dei bobbiesi perché si trovava in India per lavoro. Il parente, un libero professionista di Piacenza che adesso è in Germania, nei giorni scorsi aveva potuto vedere i ragazzi e soprattutto gli aveva trovato un avvocato del posto. «Anche il familiare ha confermato che non è affatto facile comunicare con le autorità locali per via della lingua», spiega il sindaco. «Avevamo finito di cenare e ci prestavamo ad andare a letto, e non avevamo assolutamente alcun tipo di droga con noi. Eravamo a Mandi solamente per vedere il festival di Shivaratri e visitare altre località di questa zona. Chiediamo che sia aperta un inchiesta da parte di un’altra polizia», hanno scritto Angelo e Simone. E’ questo il passaggio della missiva che ha maggiormente colpito Pasquali. «Conosco questi due ragazzi e le loro famiglie da sempre, nessuno si aspettava una cosa del genere. Posso garantire che il Comune farà il possibile per la soluzione positiva di questa storia incresciosa. E’ la prima volta come sindaco che devo affrontare una vicenda tanto complessa e delicata, per questo intendo chiedere alla Farnesina se c’è qualcosa che il Comune possa fare», conclude il primo cittadino.Ieri intanto i familiari dei due turisti si sono chiusi in un comprensibile riserbo: «Preferiscono aspettare l’esito dell’udienza di domani», si limita a commentare una parente. Michele Borghi

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