31 dicembre 2007

SONO QUASI LE 19,30 QUI IN ITALIA, IN INDIA INVECE TRA POCHI MINUTI E' MEZZANOTTE, NELLA SOLITIDINE DI UN CARCERE ANGELO E SIMONE STANNO PER AFFRONTARE IL NUOVO ANNO, LASCIANDOSI ALLE SPALLE IL 2007 CHE PER LORO E' STATO TRISTE E CHE NON DIMENTICHERANNO MAI, PURTROPPO, MA COME LORO TANTI ALTRI IALIANI NEL MONDO VIVONO QUESTO DRAMMA, ABBANDONATI, ANGELO E SIMONE HANNO UNA FAMIGLIA CHE LI PENSA MA ALTRI PIU' SFORTUNATI NEANCHE QUESTO.
ANGELO A PAPA' TI VOGLIO TANTO BENE IO LA MAMMA DENI I NONNI GLI ZII
E TUTTI QUELLI CHE SEGUONO IL TUO CASO TI ABBRACCIAMO CON AFFETTO E TUTTO L'AMORE DEL MONDO PROPRIO ADESSO E' MEZZANOTTE DA TE, SO CHE CI STAI PENSANDO CON LE LACRIME AGLI OCCHI, SIAMO CON TE, UN MONDO DI BACI.
IL TUO PAPA'

30 dicembre 2007

DAL CORRIERE DELLA SERA - VIVI MILANO 29.12.2007

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UNA LETTERA DAL CARCERE PER TUTELARE I DIRITTI UMANI
Gentile Schiavi, scriviamo questa lettera da un carcere indiano nella speranza che qualcuno anche a Milano si interessi al nostro caso e ci aiuti ad uscire da questo incubo. Da più di nove mesi siamo prigionieri in attesa di un processo continuamente rimandato, accusati di traffico di droga con prove inventate. Siamo incensurati, residenti a Bobbio, in provincia di Piacenza e all' inizio del 2007 siamo andati in India per una vacanza. Dopo Nuova Delhi abbiamo visitato Varanasi e Jaipur, poi abbiamo scelto di andare a Mandi, in Himachal Pradesh. Lì abbiamo conosciuto un indiano che ci ha invitato nel suo villaggio, ma la sera del 9 marzo i poliziotti hanno fatto irruzione nella casa che ci ospitava. Non avendo trovato niente ci hanno portati alla stazione di polizia: abbiamo chiesto invano di poter contattare l' ambasciata italiana, e ci è stato detto che soggiornavamo illegalmente in una casa privata. Con la violenza abbiamo dovuto firmare una dichiarazione in hindi; il giorno dopo abbiamo capito che dalla dichiarazione risultava che eravamo stati fermati ad un posto di blocco in auto con due indiani e 18 chili di hashish. Abbiamo chiesto ai poliziotti perché avevano inventato questa storia e loro ci hanno risposto che non avevano un mandato di perquisizione per la casa. La stessa polizia ci ha chiesto se eravamo disposti a pagare almeno 10 lack (20 mila euro circa) a qualche poliziotto compiacente o se volevamo offrire dei soldi ai due indiani per addossarsi la colpa. Da nove mesi siamo in prigione e abbiamo preso un' epatite virale. Speriamo che L' Italia non ci dimentichi. Angelo Falcone Simone Nobile



Questa lettera scritta mano arriva da un carcere himalayano, al confine tra India e Pakistan. È l' appello di due giovani, finiti dentro una storia che ricorda «Fuga di mezzanotte». In alcuni paesi le prove a carico si fabbricano, e certe imprudenze hanno un costo pesantissimo: 15 anni di carcere. Ma ci sono diritti umani da tutelare (se ne parla sul sito giovannifalcone.blogspot.it). Speriamo che qualcuno se ne accorga.



gschiavi@rcs.it
Schiavi Giangiacomo

29 dicembre 2007

Casi irrisolti e guai legali, blogger in cerca di giustizia

Panorama Canali Italia Casi irrisolti e guai legali, blogger in cerca di giustizia
cristina.bassi Venerdì 28 Dicembre 2007 alle 15:27
La petizione, la raccolta di firme porta a porta, il volantinaggio in strada sono la vecchia maniera di chiedere giustizia. Il modo più efficace per raccontare la propria storia e ricevere dimostrazioni di solidarietà, raggiungendo un pubblico molto più vasto, è mettere tutto il materiale su un blog monotematico. Testi, video, foto e rassegne stampa cercano di richiamare l’attenzione su casi aperti. O chiusi nel peggiore dei modi.
“Scrivo la storia di quel che è successo a Federico, mio figlio”. Così Patrizia, la madre di Federico Aldrovandi, ha dato inizio il 2 gennaio 2006 al più noto caso di giustizia ottenuta attraverso il web. È stato grazie al blog che porta il nome del ragazzo, diventato in poco tempo uno dei più visitati d’Italia, che le indagini sulla sua morte sono state riaperte. Il 25 settembre 2005 Federico, che aveva 18 anni, rientra all’alba a Ferrara da una serata in un centro sociale di Bologna. Secondo gli agenti che lo fermano per strada, reagisce violentemente perché drogato e viene ammanettato. Ma muore subito dopo. Per un malore, dicono. La madre del ragazzo denuncia un pestaggio da parte della polizia. A gennaio di quest’anno quattro agenti sono stati rinviati a giudizio per omicidio colposo. Il blog di Federico riporta i resoconti delle indagini e delle udienze, ma è diventato anche il luogo delle riflessioni e delle proposte costruttive di chi conosceva Federico e di chi non lo conosceva.
Il blog degli Amici di Paola vuole essere “un’inchiesta alla ricerca della verità sulla morte di Paola Romano”, oltre che la continuazione del suo impegno nell’adozione a distanza di bambini indiani poveri. La sorella Serena, giornalista, cerca di ricostruire le fasi dell’incidente in cui Paola è morta a 53 anni il 9 agosto 2007. L’aliscafo su cui viaggiava si è schiantato contro la scogliera a Trapani. “La verità”, scrive Serena, “verrà fuori grazie a Internet”. Il nodo è la sicurezza in mare e la domanda è: è stato fatto tutto il possibile per evitare la tragedia?
Gli amici di Alberto Mercuriali invece attaccano il giornalismo e col blog che gli hanno dedicato propongono un’alternativa al sistema dell’informazione esistente. Il ragazzo, 28 anni di Castrocaro Terme, si è ucciso col gas di scarico delle propria auto lo scorso luglio. Qualche giorno prima i giornali locali avevano scritto del ritrovamento da parte dei carabinieri di alcuni grammi di hashish a casa sua. Il blog si occupa tra l’altro del rapporto tra droga, legalità e mezzi di informazione.Anche la segnalazione di persone scomparse sono spesso divulgate online. I genitori di Fabrizio Catalano, 19 anni di Collegno (Torino), sparito da Assisi il 21 luglio 2005, hanno sparso nella Rete manifesti e appelli.
La denuncia e la richiesta di aiuto via web sono il mezzo scelto da chi si ritiene vittima di errori giudiziari. O da chi è detenuto all’estero e si sente dimenticato dalle autorità italiane. Giovanni Falcone racconta in un blog la storia di suo figlio Angelo, in carcere in India per droga dal marzo scorso insieme al suo amico Simone. “Siamo lasciati soli”, dice Giovanni, “non sappiamo più a chi chiedere aiuto”. I detenuti italiani all’estero, non vengono tutelati in nessun modo, spiega ancora. Né diplomaticamente né legalmente. L’impegno è per una raccolta firme a favore dell’istituzione del patrocinio gratuito anche per loro.
Carlo Parlanti, 43 anni di Montecatini, è detenuto in California dal giugno 2003. La sua ex compagna americana lo accusa di averla seviziata e violentata nel periodo in cui vivevano insieme negli Stati Uniti e lui lavorava per una multinazionale. Il blog che descrive i fatti, dal punto di vista delle persone vicine a Parlanti, smonta le imputazioni e riporta elementi a suo favore, ma soprattutto denuncia il silenzio sulla vicenda. L’uomo è stato condannato a 9 anni di carcere.
Le cose sono finite bene invece per Lorenzo Bassano, regista 40enne emiliano finito in cella a Dubai lo scorso marzo per il possesso di 0,78 grammi di hashish. Rischiava almeno quattro anni di reclusione, ma (grazie alla partecipazione di molte persone al blog aperto per aiutarlo, alla raccolta firme del sito col suo nome, e ai politici che si sono mossi per lui a fine maggio), l’emiro del Dubai gli ha concesso la grazia.

AGGIORNAMENTO

Oggi è stata la terza giornata delle udienze, quella finale, non è successo nulla, è stata fissata la data della prossima, il 21 gennaio 2008, speriamo che inizi meglio di quello appena passato, tutto da dimenticare se sarà possibile. Grazie a quanti mi hanno contattato e sostengono, non vi nascondo che è un momento particolare anche per altre situazioni, vi chiedo solo se possibile di andare su www.secondoprotocollo.org per aiutare un ragazzo che ha bisogno di tutto il nostro aiuto, (art. Italiani incarcerati all’estero: una persona da aiutare scritto da redazione 28.12.07) ve lo chiedo anche da padre che lotta per suo figlio e purtroppo non tutti hanno questa fortuna,

28 dicembre 2007

Morte di Benazir Bhutto


Attentato a Rawalpindi, uccisa Benazir Bhutto, nell’attentato hanno perso la vita almeno altre 20 persone: altri 30 i feriti.Bisogna solo pregare per quel popolo martoriato. Purtroppo la crudeltà di certa gente che oltre tutto dice di agire in nome di un Dio non ha confronti. Era una donna coraggiosa, che conscia dei pericoli che correva è voluta lo stesso rientrare nel proprio paese per aiutare il suo popolo.

27 dicembre 2007

AGGIORNAMENTO

QUESTA MATTINA HO SENTITO ANGELO, COSA IMPORTANTE L'HO SENTITO PIU' TRANQUILLO RISPOTTO A IERI, E' STATO IL SECONDO GIORNO DEI TRE PREVISTI DI QUESTA UDIENZA NEL CORSO DEI QUALI DOVEVANO ESSRE ASCOLTATI 9 TESTIMONI, FINO AD OGGI PERO' SONO STATI ASCOLTATI SOLI 3, 1 IERI E 2 OGGI, VEDREMO DOMANI, POSSO SOLO CONFERMARVI CHE I TERSTIMONI SONO TUTTI DELLA POLIZIA. TANTI SALUTI E AUGURI DA ANGELO. GIOVANNI FALCONE

24 dicembre 2007

AUGURI DI BUON NATALE E FELICE ANNO NUOVO

TANTI AUGURI DI BUONE FESTE A TUTTI DA PARTE MIA E DELLA MIA FAMIGLIA, MA ANCHE DI ANGELO, SPERO DI CUORE CHE IL SIGNORE CHE DEVE NASCERE IN QUESTA NOTTE MAGICA POSSA APRIRE I CUORI DI COLORE CHE CREANO QUESTE SITUAZIONE ASSURDE COSì CHE IN FUTURO NON ACCADA PIU', CHE FACCIA CAPIRE AI POTENTI E POLITICI CHE DAVANTI A DELLE CRUDELTA' COME QUESTE DI IMPEGNARSI AL MASSIMO PER IL BUON ESITO E CHE AL PIU' PRESTO TUTTI POSSANO RITORNARE DALLE LORO FAMIGLIE.

22 dicembre 2007

Con l'approssimarsi della Santa Festività di Natale tutto è bello, tutto porta o almeno dovrebbe, a momenti di felicità familiare, è bello quando si esce vedere genitori alla ricerche di regali per i propri cari e amici, all'acquisto di generi alimentari che serviranno per i cenoni, voglia Gesù darvi tanta felicità a Voi e i Vostri familiari.
Purtroppo per Noi non ci resta che raccoglierci insieme con gli amici rimasti e parenti e pregare, pregare non solo per Angelo, Simone, Kassim, Carlo, Simone Righi che libero ma in libertà su cauzione e non può rientrare in Italia dalla sua famiglia, ma anche per tutti i circa 3000 Italiani nel mondo detenuti e per tutte le persone oppresse o costretti a vivere nella miseria, ai barboni, ai bambini abbandonati o costretti a fare guerre.
Un pensiero anche ad Angelo C. che è libero finalmente, fisicamente, speriamo che anche psicologicamente sia libero al più presto.
Spero e prego I POLITICI, E TUTTI I POTENTI DELLA TERRA, I SIGNORI GIORNALISTI E ANCHE LE AUTORITA' ECCLESIASTICHE, che Gesù che deve nascere gli faccia capire che tutte le persone, in ogni parte del mondo dovrebbero poter vivere nella grazie, serenità, con la propria famiglia e nella propria patria senza problemi alcuno e loro che sono preposti dovrebbero fare di tutto perchè ciò avvenga.
Arriverà il giorno che ognuno di noi darà conto di tutto ciò che ha fatto.
6. Guai a voi, scribi e farisei, voi ipocriti, che divorate le case delle vedove e fate lunghe preghiere per mettervi in mostra! Per questo riceverete una condanna ancor più grave!
11. Guai a voi, scribi e farisei, voi ipocriti, che pagate la decima per la menta, l'anice e il cumino e trasgredite le prescrizioni più importanti della Legge, ossia giustizia, misericordia e fede! Queste cose andrebbero fatte, senza omettere le altre. Voi guide cieche, che filtrate i moscerini ed ingoiate i cammelli!
13. Guai a voi, scribi e farisei, voi ipocriti! Assomigliate a sepolcri imbiancati che all'esterno son belli a vedersi, ma dentro sono pieni di ossa di morti e di ogni putridume. Così anche voi apparite giusti all'esterno davanti agli uomini, ma dentro siete pieni d'ipocrisia e di simulazione.

DA "IL LEGNO STORTO" quotidiano

La morte di Giovanni
Scritto da Max Bono
giovedì 20 dicembre 2007

Salvador da BahiaAveva fame. La guerra era finita da poco tempo e la sua casa era rimasta distrutta. Così le sue speranze. Allora Giovanni prese la sua decisione. Sarebbe emigrato. Direzione Sudamerica, Brasile, Salvador de Bahia. Sin dal suo arrivo capì che l’ambientamento non sarebbe stato facile. I “caporali” che lo presero in custodia volevano un’alta percentuale su quanto guadagnava. Non pensò di rivolgersi alle autorità italiane: se non lo avevano aiutato quando era in Italia, lo avrebbero fatto ora che stava in Brasile? Ma fammi il piacere, usava dire.Con gli anni apprese il portoghese, a vivere nelle favelas, alla violenza esplicita delle comunità povere. Ma c’era un’altra violenza che non conosceva ma che era ben più sottile: quella dei politici italiani che approfittano dei poveri come lui.Perchè non l’aveva conosciuta? Perché non essendo registrato non esisteva per l’Italia. Alcuni suoi amici erano stati avvicinati da rappresentanti di alcune istituzioni tra cui i Patronati italiani all’estero che gli avevano promessa una pensione in cambio del voto. Loro non dovevano fare niente: avrebbero mandato il voto per li uomini dei patronati al consolato. Pratica comune in America latina tra gli indigenti.I patronati sanno il fatto loro, usava dire.Inutile dire che la pensione non l’aveva avuta nessuno. Era legata ad una lontana promessa che, se i “loro” fossero stati eletti, avrebbero fatto una legge per dare ai “vecchi” (più di 65 anni) la pensione. Lo dicevano dal '75 ma poi alla fine i soldi non ci sono mai. Per gli indigenti, perché i patronati per i politici e le altre istituzioni i soldi ce li hanno sempre.Giovanni è morto nella sua casa di Cajazeras ieri. Morto per quella tosse che lo perseguitava dopo aver preso tanto freddo quest’inverno camminando sotto la pioggia per andare a lavorare perché non si poteva permettere di spendere 2 Reais (meno di un euro) per prendere l’autobus.Poiché non era registrato all’Aire nessuno saprà della sua morte: né consolato, né ambasciata.
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E' triste morire, ma così è straziante, in questi giorni di festa quando ogni essere umano dovrebbe poterle vivere insieme alla propria famiglia con gioia e serenità, ma purtroppo nen è così per tutti, questa gioia purtroppo ci viene tolta da altri esseri umani, non so a quale Dio pregano, ma mi chiedo, cosa chiedono e cosa gli dicono quando pregano?
CARO GIOVANNI PREGO DIO CHE ADESSO CHE SEI IN PARADISO TROVI TANTA SERENITA' E PACE, QUELLO CHE NOI TI ABBIAMO NEGATO, TI PREGO ASSISTI TUTTI QUELLI CHE HANNO BISOGNO COME TE QUANDO ERI CON NOI. Giovanni Falcone

21 dicembre 2007

ANGELO C. LIBERO

QUALCOSA DI BELLO FINALMENTE E' SUCCESSO, ANGELO C. DETENUTA DA MARZO IN CARCERE A BARCELLONE E' STATO LIBERATO E FRA QUALCHE GIORNO FARA' RIENTRO A CASA CON I GENITORI. QUESTO DOPO LA LIBERTA' PROVVISORIA PER SIMONE RIGHI ANCHE LUI DETENUTO IN SPAGNA. NON POSIIAMO CHE ESSERE FELICI PER IL BUON ESITO, SPERIAMO E PREGHIAMO.

18 dicembre 2007

APPELLO URGENTE PER KASSIM

Appello per Abou Elkassim Britel in sciopero della fame dal 16 novembre 2007 nel carcere di Äin Bourja, Casablanca.

Amici del blog di Angelo, vi voglio segnalare il drammatico appello di Kandija, la moglie di Kassim Britel ormai in sciopero della fame da ben 32 giorni, è una storia assurda, come tutte le storie di questi ragazzi detenuti all'estero a vario titolo, IO DICO DA SEMPRE SEQUESTRATI a vario titolo o megio sopruso, da parte degli Stati in cui si trovano, stati badate bene anche cosidetti democratici, per onestà devo dire che mio figlio in India sta meglio di tanti altri detenuti anche in stati Europei: Di seguito vi riporto l'appello integrale di Kandija con la speranza che possiate dare seguito a quanto richiesto facendo girare il più possibile l'appello:
Appello per Abou Elkassim Britel in sciopero della fame dal 16 novembre 2007 nel carcere di Äin Bourja, Casablanca.
Sono la moglie di Abou Elkassim Britel, l'unico cittadino italiano, a quanto si sa, vittima di extraordinary rendition ad opera della Cia nel maggio 2002.
Da allora mio marito Kassim non è più potuto tornare in Italia, nella nostra casa di Bergamo. Gli sono toccate in sorte detenzioni illegali, torture, trattamenti disumani e degradanti, un processo iniquo, a seguito del quale è tuttora detenuto in Marocco, suo paese d'origine.
Da molti anni mi adopero per far conoscere la verità sul suo caso e per alleviare le sofferenze del mio compagno, ma il silenzio intorno alla vicenda persiste ed impedisce una sua equa soluzione.
Ci siamo rivolti al Governo italiano perché prenda quelle « misure concrete per ottenere l'immediato rilascio » che la Risoluzione del Parlamento europeo sui voli Cia sollecita, ricevendo solo risposte burocratiche.
Da 32 giorni Kassim è in sciopero della fame, chiede di essere liberato: non ha commesso reati.
Il nostro desiderio più grande è riprendere una vita degna di tale nome e ricostituire la nostra famiglia.
Mio marito è fortemente determinato, il suo fisico provato da violenze e privazioni, potrebbe non reggere questa prova tanto impegnativa, ma questa è l'unica azione dignitosa che ha potuto intraprendere.
Sono preoccupata ed addolorata, consapevole che solo un forte movimento di opinione riuscirà ad indurre il nostro Paese ad impegnarsi per questo suo cittadino, ecco perché chiedo anche il Suo aiuto.
Tutte le informazioni sono su:
www.giustiziaperkassim.net
Se ritiene di partecipare a questa azione positiva ed aiutarmi a salvare la vita di mio marito:
- partecipi alla
campagna di Fair Trials International scrivendo lettere agli indirizzi indicati e dandone notizia con una mail a questa associazione di avvocati inglesi,
- inoltri questo appello a tutti i Suoi contatti,
- parli con i Suoi amici e conoscenti di questa tragica vicenda,
- solleciti i parlamentari eletti nel suo territorio a richiedere al Governo italiano un'azione efficace per la liberazione di mio marito

Grazie, insieme possiamo riuscire khadija anna lucia pighizzini

Bergamo, 17 dicembre 2007

17 dicembre 2007

Grazie Angelo, hai tanta sensibilità che non ha pari, ti voglio tanto bene, spero di poterti ripagare per tutto quello che meriti, che il Signore che deve nascere ci aiuti , noi e tutti quelli che come te stanno vivendo questi momenti terribili della vita, voi meritate tutto il bene, sono in tanti fuori che dovrebbero apprendere qualcosa da voi, forza noi siamo qui che vi spettiamo per darvi tutto il bene e l'amore che meritate e che per adesso vi hanno rubato. TI VOGLIO TANTO BENE E SONO ORGOGLIOSO DI TE, BUON NATALE ANGELO, SIMONE, KASSIM, ANGELO C., SIMONE, CARLO PARLANTI E TUTTI I DIMENTICATI.

16 dicembre 2007

COMUNICATO STAMPA

FINANZIARIA: Zacchera (AN) Via libera all’istituzione del Numero . Verde di Emergenza per gli italiani all’estero-
Accolto dal Governo l’ordine del giorno alla Finanziaria 9/3256/14. proposto dall’Onorevole Marco Zacchera responsabile esteri AN e vicepresidente del Comitato per gli Italiani all’estero della Camera dei Deputati. Grazie al voto favorevole espresso oggi -commenta Zacchera- tutti gli italiani che dovessero trovarsi in difficoltà giudiziarie all’estero potranno avvalersi di un numero Verde di emergenza per avere un’adeguato supporto dagli uffici preposti dalla Farnesina ed evitarsi così vere e proprie odissee giudiziarie che li costringono a volte ingiustamente ad anni di detenzione all’estero.Se il governo darà veramente corso a quanto deciso oggi i cittadini italiani ed i nostri connazionali all’estero , afferma l’esponente di AN- potranno contattare da ogni parte del mondo il Numero Verde di Emergenza segnalando quanto stia avvenendo o sia avvenuto in modo da far scattare tutta l’assistenza possibile per la tutela dei propri diritti.Penso-prosegue Zacchera-che se avessimo avuto già attivo un servizio simile di certo non si sarebbero verificati casi come i casi ben noti di Simone Righi , di Carlo Parlanti .( detenuto in una cella di 400 prigionieri nel penitenziario californiano di Avenal,) di Angelo Falcone e Simone Nobili (detenuti in India) o di Castagnetta deceduto misteriosamente in un carcere canadese.Ricordo- conclude Zacchera- che attualmente abbiamo circa 3.000 detenuti italiani nelle prigioni all’estero, circa la meta` sono ancora in attesa di giudizio; e molte di queste detenzioni si sarebbero addirittura potute evitare qualora i nostri connazionali al momento del fermo avessero potuto avvalersi della salvaguardia dei propri diritti sanciti dalla Convenzione Dei Diritti Umani e dagli accordi bilaterali.La battaglia prosegue ora per arrivare a garantire anche ai nostri connazionali all’estero il gratuito patrocinio.Roma 15 Dicembre 2007-12-15

14 dicembre 2007

INTERVISTA A LUCANIANET.IT


Attualità : Parla Giovanni Falcone
Inviato da La Redazione il 13/12/2007 (27 letture) News dello stesso autore
Dopo un breve soggiorno in India, il cittadino rotondellese è rientrato in Italia per continuare la sua battaglia per la liberazione di Angelo e Simone. Signor Falcone come sta Suo figlio, e come Le è sembrata la situazione carceraria? Angelo è molto dimagrito, ma sta bene. Non lo vedevo da quasi un anno. Lo scorso gennaio, prima della sua partenza per l’India, era venuto a Rotondella per trascorrere qualche giorno con me. Poi non l’ho più rivisto fino a qualche giorno fa. Per quanto riguarda il rapporto con gli altri detenuti e con le guardie carcerarie, nonostante le difficoltà culturali e linguistiche, i ragazzi si sono integrati abbastanza bene. Ha incontrato anche Simone, l’amico di Angelo? Certo! Ho avuto il piacere di riabbracciare e di sostenere psicologicamente anche Simone. I ragazzi si sostengono vicendevolmente, e la loro amicizia, nonostante la tragedia, non è mai venuta meno. E devo dire che questo fatto mi conforta.
È soddisfatto del trattamento che Le hanno riservato le istituzioni italiane di rappresentanza in India? Il 26 novembre, abbiamo incontrato l’Ambasciatore, Antonio Armellini, il Console, Gabriele Annis, e le funzionarie Giovanna Mirelli e Nora Cagli, per fare il punto della situazione. È stato un incontro cordiale e amichevole. Ci hanno garantito il loro interessamento nella vicenda di Angelo e Simone, e hanno offerto sostegno e disponibilità in termini logistici per tutta la permanenza. Il Console, si è addirittura complimentato per la mia capacità di mobilitazione e per il blog.
Le autorità carcerarie si sono comportate bene, e soprattutto si comportano bene con Angelo e Simone? Si, si comportano bene con i ragazzi e si sono comportate altrettanto bene con noi. Ci hanno offerto la possibilità di avere più incontri giornalieri di quelli previsti dai loro regolamenti interni. Inoltre, si sono fidati della nostra buona fede e non hanno neppure effettuato controlli sui generi alimentari e sugli indumenti portati ai ragazzi, hanno mandato direttamente tutto in cella.
Cosa Può dirci a proposito del processo e della linea difensiva studiata dagli avvocati? Gli avvocati hanno chiarito che l’unica possibilità è quella di smontare tutti i capi di imputazione ideati dalla polizia indiana. E questo dovrà avvenire attraverso il contro-interrogatorio dei testimoni, che “stranamente” sono quasi tutti poliziotti. Sono tante le contraddizioni presenti nel rapporto della polizia; un esempio riguarda proprio il luogo e le modalità dell’arresto: la polizia continua a portare avanti la versione secondo cui Angelo e Simone si trovavano a bordo di un taxi, diretti all’aeroporto di Nuova Delhi (distante dodici ore di macchina dal punto in cui si trovavano); mentre la difesa continua a sostenere che Angelo e Simone si trovavano a casa di altri due ragazzi indiani, i quali avevano adibito la loro abitazione anche per la consueta pratica del bad and breakfast. Le contraddizioni sono tante, ma per il momento, riguardo alla linea difensiva, non posso aggiungere altro.
Cosa Vorrebbe dire alle autorità italiane? Vorrei ricordare alle Autorità competenti, oltre che al Parlamento, l’art.24 della Costituzione italiana, che sostiene: “la difesa è diritto inviolabile in ogni stato e grado del procedimento. Sono assicurati ai non abbienti, con appositi istituti, i mezzi per agire e difendersi davanti ad ogni giurisdizione”; e l’art.11 della Dichiarazione Universale dei Diritti Umani, dove viene affermato che “ogni individuo accusato di un reato è presunto innocente sino a che la sua colpevolezza non sia stata provata legalmente in un pubblico processo nel quale egli abbia avuto tutte le garanzie necessarie per la sua difesa”. Mentre la Costituzione italiana non fa differenza tra detenuti in Italia e all’estero, la legge abbandona completamente gli italiani non abbienti che si trovano nei guai, giustamente o ingiustamente, fuori dalla penisola. Pertanto, la legge sul gratuito patrocinio va modificata! Gli italiani pagano ogni anno milioni di euro per garantire il gratuito patrocinio agli extracomunitari, in molti casi responsabili di efferati omicidi, e in alcune circostanze pagano anche gli alberghi a quei soggetti agli arresti domiciliari che non possiedono una fissa dimora. Ovviamente, la mia rabbia non è rivolta agli extracomunitari, e anche chi tra loro è accusato di aver sbagliato ha certamente diritto ad una difesa, ma verso la Giustizia e lo Stato italiano. Mi fa stare male l’idea di non avere i soldi per garantire la difesa di mio figlio. E sono tante le famiglie in Italia nella stessa situazione. Quindi, è giusto pagare per i clandestini in Italia, ma è anche giusto che qualcuno trovi al più presto una soluzione per tutti i casi analoghi a quello di Angelo e Simone.
Scusi l’indiscrezione, quanto Le hanno chiesto per la difesa di Suo figlio? I primi avvocati, contattati tramite colleghi italiani, hanno chiesto 65.000 euro più spese, quindi intorno ai 100.000 euro. L’India è un paese in cui il PIL pro capite è 450 dollari. In Italia, invece, lo stesso indicatore macro economico si aggira intorno ai 20.000 dollari. È normale che gli avvocati indiani, quando si trovano di fronte l’occidentale malcapitato, impossibilitato logisticamente a cercare offerte migliori sia sul piano difensivo che su quello economico, cerchino in tutti i modi di sfruttare la situazione. Se invece ci fosse l’intervento dello Stato, queste forme di speculazione, ai danni degli italiani all’estero, potrebbero essere tranquillamente eliminate, o quantomeno limitate.
Dopo tutti questi mesi di battaglia, Vorrebbe lanciare qualche “accusa”? Certamente! Sono molto arrabbiato con il sistema mediatico italiano, poco interessato al caso di Angelo e Simone perché ritenuto poco notiziabile, mentre si continuano a spettacolarizzare i fatti di cronaca nera, e il gossip che ne deriva. In sostanza, è venuto meno il diritto di cronaca, riconducibile dell’art.21 della Costituzione italiana, tanto enfatizzato nei manuali di diritto dell’informazione. Intanto, ho presentato una denuncia all’Autorità per le Garanzie nelle Comunicazioni, al Presidente della Commissione di Vigilanza Rai, Mario Landolfi, al Direttore Generale Rai, Claudio Cappon, e al Consiglio di Amministrazione Rai. Inoltre, sono arrabbiato con il sistema politico italiano, in particolare perché nessun rappresentante si è fatto carico di portare, lo scorso novembre, la vicenda di Angelo e Simone al summit per gli accordi internazionali tra Unione Europea e India. Forse quella era la sede giusta per iniziare a discutere del nostro caso, e più in generale degli accordi in materia di diritto penale, allo stato attuale inesistenti. Sono anche arrabbiato con la Chiesa, che in tutti questi mesi, nonostante le mie richieste di aiuto, e la consapevolezza di quello che sono costretti a sopportare in India i missionari cristiani, in mancanza di alcuni diritti fondamentali altrove garantiti, non si è mai mostrata disponibile.
Vuole anche ringraziare qualcuno in modo particolare? Ringrazio innanzitutto l’On. Marco Zacchera, vice presidente del Comitato per le Questioni degli italiani all’estero della Camera, che in collaborazione con l’associazione secondoprotocollo, si sta mobilitando, attraverso una petizione popolare, per garantire il gratuito patrocinio agli italiani detenuti all’estero. Finora, in tutto il mondo, hanno aderito all’iniziativa quasi 17.000 persone: 9.008 in Italia, 2.849 in sud America, 3.121 nel Nord America, 1.098 in Asia, e 982 in Australia. Al termine, secondoprotocollo presenterà la raccolta firme al Ministro degli Esteri e all’Assemblea Generale delle Nazioni Unite, che esattamente 59 anni fa, nello stesso giorno di questa intervista, approvò e proclamò la Dichiarazione Universale dei Diritti Umani. Inoltre, vorrei ringraziare tutti i parlamentari che hanno presentato un’interrogazione; il ministro degli esteri irlandese, Dermot Ahern, che ha promesso un subitaneo intervento; le Regioni, le Province, i Comuni e le Comunità Montane che hanno presentato una mozione per aiutarci a fare chiarezza; i pochi giornali nazionali, e i più numerosi locali, che si sono occupati e continuano ad occuparsi della vicenda. E infine tutte le persone che a vario titolo mi sono state vicine, scrivendo qualche parola di consolazione sul blog, o stringendomi semplicemente la mano per strada in segno di solidarietà.
Scusi ancora una volta la troppa naturalezza, ha mai dubitato in tutti questi mesi dell’innocenza di Suo figlio? Assolutamente no! Angelo stava lavorando, come sempre, e questa è stata la sua prima vacanza all’estero. Inoltre, e questo lo dico anche in qualità di ex Carabiniere in pensione, mio figlio non ha mai avuto precedenti penali o segnalazioni di qualche tipo. Per queste ed altre ragioni, sono certo della loro innocenza!
Conta di ritornare presto in India? Non lo so. Il viaggio costa moltissimo e devo pagare gli avvocati. E poi, come mi ha detto anche Angelo, forse sono un po’ più utile in Italia.
Come andrà a finire secondo Lei questa vicenda? Non voglio fare previsioni. Spero soltanto con tutto il cuore che si riesca presto a fare chiarezza. In una recente poesia Angelo ha descritto il suo stato d’animo: “non rimane né un ombra, né un respiro, né un movimento, niente e nulla! Solamente un vago ricordo di immagini, momenti oramai passati, di frasi e a volte suoni! Ora, solo questo vi è rimasto per potervi ricordare di me”. Quanto tempo ancora dovranno aspettare, due innocenti, prima di riavere la libertà e ricominciare a vivere?
Auguri a nome di tutta la Redazione di Lucanianet. Grazie!
[Intervista di Gianluca Bruno]

10 dicembre 2007

ANGELO DOVE SEI?

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Giornata Mondiale per i Diritti Umani


OGGI E' UNA GIORNATA PARTICOLARE PER I DIRITTI DELL'UOMO, in particolare per i cittadini Italiani detenuti nel mondo, privati in gran parte della salvaguardia dei diritti umani in tutte le fasi, dall'arresto alla detenzione e ai diritti negati dal governo Italiano sul gratuito patrocinio per garantire una migliore assistenza legale possibile. Gratuito patrocinio che come sempre ho affermato viene garantito ai cittadini extracomunitari clandestini e pluripregiudicati di ogni nazionalità, in Italia "per loro ammissione" solo per delinquere, visto le maglie ampie della giustizia italiana che gli assicura una pronta libertà solo pochi giorni di detenzione in alberghi o chalet pagati dallo stato Italiano, cioè da noi, anche da me e dalle quasi 3000 famiglia di nostri cittadini detenuti all'estero e che per questi nulla è previsto dal nostro Stato. Voglio ancora ribadire che l'art. 24 della nostra Costituzione non pone limiti tra cittadini italiani detenuti in patria o all'estero. IO spero che dal lavoro svolto dall'On. ZACCHERA (AN), da SECONDOPROTOCOLLO, che hanno raccolto 16.968 firme e da ME e dai ragazzi della S.E. con IVAN FITTIPALDI che ci siamo prodicati per la raccolta delle oltre 700 firme già spedite con raccomandata al Ministero Affari Esteri, qualcosa possa cambiare e che i nostri politici finalmente possano ovviare a questa stortura. Di seguito vi riporto il bellissimo articolo scritto per l'occasione da Elisa Arduini di Secondoprotocollo.org inj data odierna:


Giornata Mondiale per i Diritti Umani: noi la festeggiamo così
Scritto da Elisa Arduini
lunedì 10 dicembre 2007
Oggi, come tutti gli altri giorni, è un giorno di duro lavoro ma è anche un giorno particolare per chi, come noi, è in prima linea nella difesa dei Diritti Umani. Oggi è la giornata mondiale per i Diritti Umani e noi la vogliamo festeggiare come si conviene a chi tenta con ogni mezzo di difendere questi fondamentali diritti. Oggi presentiamo le firme di supporto alla proposta dell.On. Marco Zacchera per garantire il gratuito patrocinio anche agli italiani fuori dai confini dell’Unione Europea.
Non pensavamo onestamente di avere un così ampio riscontro quando abbiamo lanciato la nostra campagna invece in pochi giorni sono arrivate migliaia di adesioni da tutto il mondo, segno che la proposta è piaciuta parecchio e che il problema è sentito.
Durante la conferenza stampa tenuta alla Camera dei Deputati lo scorso 24 ottobre l’On. Marco Zacchera, responsabile esteri di AN e vicepresidente degli italiani all’estero, aveva illustrato ai molti intervenuti le problematiche che si trovano ad affrontare i nostri connazionali che hanno problemi con la giustizia all’estero e aveva lanciato l’iniziativa di garantire il gratuito patrocinio anche a quegli italiani che hanno problemi fuori dall’Unione Europea, un diritto sancito anche dalla Costituzione e dalla Dichiarazione Universale per i Diritti Umani.
Da allora abbiamo lanciato la campagna a sostegno della proposta dell’On. Zacchera ottenendo complessivamente
16.968 adesioni di cui: 9.008 dall’Italia; 2.849 dal Sud America; 3.121 dal Nord America; 1.098 dall’Asia; 982 dall’Australia.
A queste firme si aggiungono quelle raccolte da Giovanni Falcone, padre di Angelo detenuto in India, il quale ha raccolto su carta oltre 700 firme, già inviate al Ministero degli Esteri con raccomandata.
Quello che si chiede altro non è che l’applicazione di quanto scritto nell’art. 24 della Costituzione il quale afferma: Tutti possono agire in giudizio per la tutela dei propri diritti e interessi legittimi. La difesa è diritto inviolabile in ogni stato e grado del procedimento. Sono assicurati ai non abbienti, con appositi istituti, i mezzi per agire e difendersi davanti ad ogni giurisdizione. La legge determina le condizioni e i modi per la riparazione degli errori giudiziari.
Da notare come l’art. 24 non ponga in evidenza alcun limite territoriale al diritto di gratuito patrocinio e attualmente non risultano esserci modifiche al suddetto articolo in merito ai connazionali che si trovano fuori dai confini dell’Unione Europea. Nonostante questo il diritto al patrocinio a spese dello Stato non viene riconosciuto a chi si trova in difficoltà fuori dai confini dell’Unione Europea.
Evidenziamo anche che
l’art.11 della
Dichiarazione Universale dei Diritti Umani il quale recita testualmente: Ogni individuo accusato di un reato è presunto innocente sino a che la sua colpevolezza non sia stata provata legalmente in un pubblico processo nel quale egli abbia avuto tutte le garanzie necessarie per la sua difesa.
A questo va aggiunto quanto recita la
Convenzione Europea per la salvaguardia dei Diritti dell’Uomo e delle libertà fondamentali, la quale all’art.6, punto 3, capoverso C, recita testualmente: Ogni accusato ha segnatamente diritto a: difendersi da sé o avere l’assistenza di un difensore di propria scelta e, se non ha i mezzi per ricompensare un difensore, poter essere assistito gratui­tamente da un avvocato d’ufficio quando lo esigano gli interessi della giusti­zia.
Detto questo, nel consegnare le firme raccolte a supporto della richiesta dell’On. Marco Zacchera al Governo Italiano e alla Corte Europea per i Diritti Umani, ribadiamo con forza la necessità di garantire a tutti i nostri connazionali, senza limitazioni di carattere territoriale, il gratuito patrocinio sancito dalla Costituzione. Nel contempo ribadiamo la richiesta avanzata in sede parlamentare dallo stesso On. Zacchera di istituire un numero verde in seno alla Farnesina dove qualsiasi nostro connazionale possa rivolgersi in caso di necessità o di situazioni di emergenza mentre si trova all’estero.
Chiediamo che ad ogni italiano venga garantito quello stesso diritto che nel territorio della Repubblica Italiana viene giustamente garantito a chiunque, anche se non cittadino italiano o europeo, un diritto sacrosanto che per una assurda interpretazione viene negato proprio agli italiani.
Elisa Arduini

7 dicembre 2007

RIFLESSIONI DEL 07.12.2007

In data 20.11 c.a. i ragazzi di Policoro della S.E. con Ivan Fittipaldi, hanno provveduto ad inviare tramite raccomandata al Ministero degli Affari Esteri, le firme raccolte in alcuni momenti in Policoro, Rotondella etcc.. Alla luce di quanto sta avvenendo oggi, si sarebbe potuto allegare tutto insieme alle firme che sta raccogliendo secondoprotocollo che le consegnerà all'ONU tramite sua rappresentanza in occasione dei festeggiamenti del 60° anniversario della firma della Dichiarazione Universale dei Diritti dell'Uomo. Anzi io avevo pensato e parlatone con qualcuno anche sulla possibilità che addirittura ci si poteva organizzare con altri familiari di ragazzi detenuti e andare a Roma giorno 10 ed effetture una manifestazione lì all'ONU per accentuare ancor di più il problema, così portare oltre alle firme anche tutti i problemi delle famiglie, i nostri drammi quotidiani, tanto per far sì che qualcuno un domani potesse dire "NOI NON SAPEVAMO".
Altra considerazione, sono momenti significative per l'ONU ma per qualsiasi altro Organismo al suo posto, festeggiare un momento così importante che ha cambiato anche, per quanto di suo, il corso della vita e dei rapporti tra Stati e cittadini di quei Stati, ma non posso non pensare che tutti questi festeggiamenti, che si terranno in tutto il mondo avranno una spesa non indifferente e allora mi chiedo non sarebbe stato meglio utilizzare questi soldi per problemi reali che l'ONU affronta giorno per giorno e non penso solo al nostro caso con dei ragazzi che vengono trattenuti in carcere all'estero in condizioni in alcuni casi addirittura disumane (vds qualche caso di cui siamo a conoscenza proprio nella civilissima Europa), aiutarci ad affrontare L'ESTORSIONE della DIFESA, le spese per i lunghi viaggi e permanenza in quei Stati, ma penso anche all'attuale dramma del Darfur dove ogni giorno adulti ma ancor più bambini muoiono nell'abbandono più totale. Ma tutto questo non fa notizia, è ancora di ieri sulle reti nazionali la trasmissione di notizie MOLTO PIU' IMPORTANTE DI CANI CHE VENGONO TRATTATI DA RE, perchè hanno ereditato miliardi, ASSURDO E VERGNOSO anche da parte di quei padroni e gli animalisti italiani? in questo caso godono, ma nel caso di Simone Righi cosa hanno fatto? NIENTE MI RISULTA.
60 anni fa, quando è stata firmata la Dichiarazione Universale dei Diritti dell'Uomo era poca la gente che si muoveva nel mondo prettamente per lavoro, oggi sono milioni a muoversi e per motivi di turismo, che poi sono i casi in cui tutti sono incappati nelle tenaglie degli arresti facili.
A mio modesto avviso, oggi a distanza di 60 anni della firma l'ONU potrebbe pensare anche all'istituzione di un ufficio che curi questa problematica, "arresto cittadidini in paesi stranieri". Alla nascita e mantenimento anche logistico di mezzi e uomini dovrebbero provvedere tutti gli stati membri con l'accreditamento non so ! magistrato, 1 avvocato, 2 poliziotti, che si ocuperebbero di intervenire in tutto il mondo al verificarsi di casi di arresti e nessunn stato potrebbe così obbiettare nulla perchè sono tutti membri dell'ONU, così non ci sarebbe intromissione in affari interni di Stati,non urterebbe la suscettibilità di statisovrani. Questo già l'aveva in un certo senso anticipato mio figlio, un ragazzo di 26 anni "allora" quando nella denuncia all'Ambasciata, chiedeva l'intervento di una polizia terza.

6 dicembre 2007

RISOLUZIONE REGIONE EMILIA ROMAGNA

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VISITA IN INDIA

Questa mattina sono rientrato a casa dal'India, ci siamo fermati quasi una settimana, viaggi compresi, siamo partiti il 25 novembre, il 26 abbiamo avuto l'incontro in Ambasciata con l'Ambasciatore dott. Antonio ARMELLINI, il Console Dott. Gabriele ANNIS, la Dott.ssa Giovanna MIRELLI e la funzionaria sig.ra Nora CAGLI. E' stato un incontro cordiale e amichevole, si è fatto il punto sulla situazione, il Sig. Ambasciatore e il Dott.. ANNIS ci hanno portato a conoscenza di quanto fatto da parte dell'Ambasciata, ma anche su quanto è possibile fare. In particolare ci hanno assicurato un contributo per la difesa e ci hanno aiutato in altre circostanze come il traduttore e le auto in affitto. Sono tutti stati molto gentili, in particolare la dott.ssa MIRELLI ci è stata sempre vicina, mentre la sig.ra CAGLI è stata con noi per tutto il periodo della permanenza in Mandì, essendo lei ottima conoscitrice dell'India e della lingua Indi. L'incontro con i ragazzi è stato bello, non vedevo Angelo dall'inizio dell'anno, li abbiamo trovati in buone condizioni di salute e cosa importatnte sono trattati bene dalle autorità carcerarie e dagli altri detenuti, pare siano ben integrati, certo non mancano i momenti di tristezza ma è anche normale. Ci è stato dato la possibilità nei due giorni di permanenza in Mandì di incontrarli dalle 10 - 12 e 14 - 16. Adesso a casa sento tanto quei momenti, belli , venir via è stato duro mi si stringeva il cuore lasciarli lì. Speriamo che tutto si risolva per il meglio e al più presto. Abbiamo avuto anche l'incontro con gli avvocati che ci hanno chiarito la linea difensiva, sembra buona speriamo bene e incrociamo le dita, non posso che ringraziare tutti di cuore, grazie anche a Marco e Milind in particolare. IUl Signore vi benedica.

22 novembre 2007

PARTENZA PER DELHI

Finalmente si parte questa sera, prima tappa Piacenza domani e sabato, domenica poi alle 06,20 imbarco a Malpensa e arrivo a Delhi in serata. Speriamo che tutto vada bene dagli incontri che avremo, ma la cosa più emozionante sarà l'abbraccio con Angelo e poi Simone, dopo 9 lunghi mesi. Non so come reagiremo entrambi ma nonostante tutto sarà bellissimo, speriamo che il tempo si fermi, avremo tanto da dirci, non oso pensarci, mi viene in mente il film "Fuga di Mezzanotte" quando il protagonista e suo padre hanno l'incontro in carcere, vi giuro ho sentito dirsi le stesse paroler che ho sempre detto nei pensieri a Angelo, L'istinto di genitore innamorato del proprio figlio seppure nella disavventura che poi è il momento più adatto a dimostrarglielo. Vado tranquillo carico delle vostre preghiere, ciao. Spero potervi comunicare qualcosa........

21 novembre 2007

SCRITTO DA MAX BONO

La durezza spagnola e la debolezza italiana

Una vera dura. La Thatcher di Cadice. 4 mandati consecutivi al potere. L´ultimo ottenuto a meta´ 2007. Dal 1995 fino al 2011 al potere. Un potere assoluto.
Cadice, Andalusia. In questa Spagna di província e´ molto difficile che qualcuno avesse l´ardore di sfidare la super-potente Teófila Martinez, sindaco della citta´, una donna che alle ultime elezioni di meta´ anno 2007 ha mantenuta la egemonia assoluta sulla citta´ (PP 18 rappresentanti; PSOE 8 e IU 1).
Il canile di Port Royal e´ finanziato dalla provincia di Cadice, colpevole complice di Placido Gómez, il proprietário senza scrupoli del campo di sterminio delgi animali della citta´.
Capire come um cittadino italiano possa rimanere in cárcere piu´ di um mese e mezzo in um altro paese dell´ Unione Europea come la Spagna (non stiamo parlando di Índia o USA) non puo´ essere possibile se non si intende il contesto in cui e´ accaduto il tutto.
Simone Righi e la sua compagna avevano tre cani che amavano come figli, prova ne sia il fatto che, contrariamente a molti italiani in vacanza che abbandonano i propri animali prima di andare in vacanza, se li erano portati fino a Cadice.
Non potevano pero´ portarseli sempre con loro e per questo li avevano lasciati al canile-lager.
Per la verita´ l´única cosa che si potrebbe rimproverare a Simone e´ che, in tempo di Internet, non avevano fatto uma ricerca a pprofondita in Internet sul canile-lager. Avrebbero scoperto che da molto tempo il luogo era chiacchierato. Si erano fidati dell´opinione del Comune, favorevole al Port Royal.
Dopo la tragédia dell´assassinio dei loro cani da parte del Port Royal, era stata organizzata uma manifestazione di protesta animalista in cui Simone e la compagna erano solo due dei duemila partecipanti.
E qui si incomincia ad intravedere la differenza tra la Spagna e l´Italia.
Gli unici arrestati erano stati Simone e la compagnia, poi liberata. La narrazione degli eventi e´ necessariamente confusa. Si sa che il 7 ottobre 2007 la manifestazione di protesta, pacifica, era avvenuta nello stesso giorno della festa patronale di Cadice.
Nella Spagna di província um evento del genere e´ sacro: lê autorita´ vanno in chiesa per omaggiare il santo, stringono mani, sorridono per i giornalisti. La Guardiã Civil crea um cordone di sicurezza per prevenire qualunque incidente e la festa continua nel tono ovattato di província. Peggio ancora e´ nel caso di Cadice, dove Teófila Martinez domina la citta´ e non ammette confusioni.
Pertanto la manifestazione di protesta, data la concomitanza di date, nasceva sotto uma cattiva stella. Chiaramente lê autorita´ all´uscita della chiesa evitano di incontrare i manifestanti, che pero´ capiscono la manovra diversiva e si fanno loro incontro lo stesso.
Tra i piu´ scalmanati c´e´ Simone, che aveva perso tre figli (come lui considerava i suoi cani) ed accusava la sindaco di coprire il canile, dati i fondi che il canile riceve dal município.
L´atmosfera e´ tensa. L´italiano e´ in prima fila. La Guardiã Civil e´ nervosa. Sembra che Simone si avvicina a Teofila e lê grida alcune accuse. Confusione, spintoni. Botte da orbi e arresto dell´italiano, lo straniero.
E forse questo e´ emblemático: gli spagnoli, nazionalisti, prendono lo straniero. Ma poi dopo gli italiani, il governo che ci dovrebbe proteggere, agisce in maniera opposta. Abbandona Simone a marcire in uma prigione spagnola.
E con tutti gli sprechi che ci sono non Italia, si comporta in maniera da pezzente e nemmeno paga la cauzione di 9000 Euro, uma goccia nel mare dei fondi di um paese che si dice industrializzato ma che si comporta da sottosviluppato.
La Spagna mostra la durezza con lo straniero, l´Italia mostra la debolezza con il próprio concittadino.
A questo punto e´ legittimo chiedersi: quanto vale la vita di un italiano per il próprio governo (Simone há addirittura um tumore)?
E perche´ l´Italia e gli italiani lasciano che fatti come questi accadano senza far niente?
Attenzione, mio caro lettore, perche´cio´ domani potrebbe accadere a te.

20 novembre 2007

una giornata come tante

SONO QUI SEDUTO COME TUTTI I GIORNI E TUTTE LE NOTTI, DAVANTI AL COMPUTER E CON IL TELEFONO IN ATTESA DI QUALCHE CHIAMATA. SONO QUI A CERCARE DI INVENTARMI QUALCOSA DI NUOVO, MA PURTROPPO IL TEMPO PASSA INESORABILE, SENZA CHE NULLA CAMBI. CI SONO STATI I DUE INTERVENTI IN TRASMISSIONE ALLA RAI. IL RESTO, COME SI DICE, IN GERGO MARINARESCO, E' "CALMA PIATTA".
E INTANTO LORO CONTINUANO A MARCIRE IN PRIGIONE IN INDIA PER QUALCOSA DI CUI SI SONO SEMPRE DICHIARATI ESTRANEI.
TUTTO QUESTO NON INTERESSA NESSUNO. LE ISTITUZIONI E, TUTTI, CONTINUANO AD ESSERE INDIFFERENTI.
QUESTO PERCHE' UFFICIALMENTE NON POSSONO INTROMETTERSI NELLA SOVRANITA' DI QUELLO STATO. MI CHIEDO "OPPURE PERCHE' IMPEGNATI IN COSE PIU' IMPORTANTI (SOPRATTUTTO QUANDO SI TRATTA DEI FIGLI ALTRUI)?".
NON SO COSA PENSARE. PENSO, CHE A QUESTO PUNTO, CHE TUTTA L'ITALIA DOVREBBE ADIRARSI DIFRONTE A QUESTE BRUTTURE.
NON SI TRATTA , INFATTI, SOLO DI ANGELO E SIMONE MA DI TANTI ALTRI (SONO CIRCA 3000) "DISTRIBUITI" IN OGNI PARTE DEL MONDO E NON C'E' DIFFERENZA TRA OCCIDENTE O TERZO-QUARTO MONDO, ANZI, IN STATI COSIDETTI CIVILI, FORSE E' ANCHE PEGGIO.
IO, FRA POCHI GIORNI, VADO IN INDIA MA CON IL CUORE COLMO SOLO DI TRISTEZZA E RABBIA. TRISTEZZA PERCHE' VEDRO' ANGELO E SIMONE NELLO STATO REALE IN CUI SOPRAVVIVONO SENZA POTER FARE NULLA. RABBIA NEL PENSARE CHE IL NOSTRO STATO COME GIA' DETTO SPENDE MILIARDI PER SPESE LEGALI E ALBERGHI PER GLI STRANIERI CHE IN ITALIA DELINQUONO E COMBINANO OGNI POSSIBILE NEFANDEZZA, MENTRE PER I PROPRI CITTADINI NULLA (NON E' PREVISTO DALLA LEGGE). NON E' POSSIBILE TUTTO CIO'.QUANDO QUALCUNO SI ACCORGERA' DI QUELLO CHE STA SUCCEDENDO?
ADESSO MI FERMO NON VADO OLTRE, NON CI RIESCO.
POSSO SOLO DIRE VERGOGNA, VERGOGNA PER CHI DOVREBBE E NULLA FA!VERGOGNA PER LE ISTITUZIONI ASSENTI, VERGOGNA PER I GIORNALISTI TUTTI, VERGOGNA PER LA CHIESA, LA GRANDE ASSENTE CHE COME LE TRE SCIMIETTE SI E' TAPPATA GLI OCCHI, LE ORECCHIE E LA BOCCA.
IO MI CHIEDO E CHIEDO A TUTTI E VI PREGO DI RISPONDERE A COSA POSSO PIU' CREDERE?
IN CHE COSA POSSO AVERE FIDUCIA? SOLO ED ESCLUSIVAMENTE ALLE MIE FORZE E CAPACITA', MA E' UNA LOTTA IMPARI, DAVIDE CONTRO GOLIA. SPERO SOLO CHE, COME DICE ANGELO, IL GRAN CAPO CHE E' IN CIELO MI AIUTI E MI DIA FORZA PER ANDARE AVANTI, PENSO DI ESSERE AGLI SGOCCIOLI, PURTROPPO!!!

INVIO FIRME AL MINISTERO ESTERI

LE FIRME RACCOLTE A ROTONDELLA E POLICORO, CIRCA 700, SONO STATE INVIATE CON RACCOMANDATA AL MINISTERO DEGLI ESTERI. LA RACCOLTA E' STATA CURATA DAGLI APPARTENENTI A rIFONDAZIONE COMUNISTA SINISTRA EUROPEA SEZ. DI POLICORO A CURA DI FRAMMARTINO OTTAVIO E IVAN FITTIPALDI, NON POSSO CHE RINGRAZIE QUANTI SI SONO IMPEGNATI ALLA RIUSCITA DI QUANTO SOPRA.






19 novembre 2007

SEDUTA N.247 DEL 24.9.97

già nel 1997 il governo per il tramite dell'On. FASSINO aveva preso impegno a risolvere il problema degli italiani detenuti all'estero ( mi sbaglio?) con assistenza diretta e accordi bilaterali, norme reloative a espiare la pena eventuale comminate nelle carceri italiane, norme sulle espulsioni e estradizioni immediata e diretta pur in presenza di una condanna, ma a distanza di 10 anni mi pare che poco sia cambiato. Giudicate voi.
(Cittadini italiani detenuti all'estero)
PRESIDENTE. Segue l'interrogazione Cento n.3-00846 (vedi l'allegato A - Interpellanze e interrogazioni sezione 5).
Il sottosegretario di Stato per gli affari esteri ha facoltà di rispondere.
PIERO FASSINO, Sottosegretario di Stato per gli affari esteri................................................omissis
Per ciò che riguarda la questione posta dalla interrogazione Cento n.3-00846, ....................omissis
-; il Ministero degli esteri, in sostanza, cerca di assistere e di intervenire o attraverso l'unità di crisi, o attraverso gli uffici della direzione generale degli affari sociali. Per quel che riguarda in particolare la questione sollevata dall'onorevole Cento relativa ai cittadini italiani in attesa di giudizio e in condizione detentiva o comunque di restrizione della libertà, preciso che si tratta di circa 4 mila persone - al riguardo possiamo anche fornire una tabella articolata -, gran parte dei quali si trovano in paesi occidentali, dove gli standard carcerari e il quadro normativo non sono molto dissimili da quelli italiani. Costoro, quindi, si trovano in una condizione certamente penosa, ma analoga a quella di cui sarebbero stati oggetto qualora il reato di cui sono imputati fosse stato commesso in Italia. Circa un terzo di questi 4 mila, invece, sono detenuti in carceri asiatiche, africane o del sud America. Naturalmente in quei paesi la situazione è più complicata, nel senso che spesso gli standard carcerari non sono quelli europei, il quadro normativo vigente è enormemente difforme da paese a paese ed è complessa la normativa non solo riferita al reato, ma anche quella procedurale, il che rende più complicato l'intervento.
Per quanto concerne la condizione di questi nostri concittadini, stiamo cercando di operare in due direzioni. La prima è quella dell'assistenza diretta al cittadino che si trova nelle condizioni di cui stiamo parlando. Perseguiamo però anche una strada di intervento più generale che tende a definire accordi bilaterali tra il nostro e questi paesi al fine di garantire tre essenziali obiettivi: innanzitutto accordi bilaterali circa la garanzia di tutela di difesa dei cittadini; in secondo luogo, norme relative alla possibilità di espiare la pena che eventualmente fosse comminata nelle carceri italiane; in terzo luogo, norme sulle espulsioni e sulle estradizioni che consentano, quando il reato è minore, di risolvere la questione con l'espulsione immediata e diretta, pur in presenza di una condanna.
o mi s s i s
PIER PAOLO CENTO ...................................................................................................................omissis
È evidente che nei confronti di tali cittadini, che nei paesi del terzo e quarto mondo vivono una condizione di detenzione o comunque hanno problemi con la giustizia penale locale, occorra una maggiore attenzione ed un'iniziativa più incisiva nonché la capacità di privilegiare la stipula di accordi bilaterali innanzitutto con quelle realtà; ciò consentirebbe di offrire maggiori garanzie agli italiani che si trovano o si dovessero trovare nella condizione di vedere limitato un diritto fondamentale come la libertà.
Prendo atto del fatto che il Governo ed il Ministero degli affari esteri si stiano muovendo nella direzione indicata. Osservo che forse l'istituzione di un'apposita sezione - non so se già esista - che operi anche in collegamento con il Ministero di grazia e giustizia, facendo il punto della situazione ed imprimendo uno stimolo ulteriore alla soluzione di tali casi, ci consentirebbe di tutelare in maniera più adeguata il diritto dei nostri concittadini.

Allegato A Seduta 247 del 24/9/1997
Pag. 14
E) Interrogazione:

(Sezione 5 - Cittadini italiani detenuti all'estero)
CENTO. - Ai Ministri di grazia e giustizia, degli affari esteri e per la solidarietà sociale. - Per sapere - premesso che: il caso dei due cittadini condannati all'ergastolo alle Maldive per detenzione di irrisorie quantità di droghe leggere ha portato alla ribalta della cronaca anche il problema degli oltre quattromila cittadini italiani detenuti all'estero (equivalente ad un decimo della popolazione delle carceri italiane) -: quanti siano esattamente i cittadini italiani detenuti all'estero e in quali Stati; quanti dei suddetti cittadini siano in carcere per reati connessi a produzione, trasporto, spaccio di sostanze stupefacenti e quanti per loro mera detenzione e/o consumo; quali siano le condizioni di detenzione dei nostri condannati e quali siano i casi più a rischio; quale sia la valutazione complessiva sullo stato delle cose e sulle linee guida dell'azione del Governo in materia.
(3-00846)
(6 marzo 1997)

ABOU ELKASSIM BRITEL - PREAVVISO SCIOPERO DELLA FAME

DI SEGUITO IL MESSAGGIO RICEVUTO DA KHADIJA MOGLIE DI KASSIM, VI CHIEDO DI DIVULGARE IL PIU' POSSIBILE QUESTA E-MAIL A TUTTI GLI AMICI IN TUTTE LE PARTI DEL MONDO, KASSIM TIENI DURO E FORZA SIAMO CON TE NON MOLLARE, NON DARGLIELA VINTA.
Ecco il comunicato che ho inviato alle Autorità italiane, Vi chiedo cortesemente di diffonderlo quanto più possibile,grazie a tutti ed un cordiale saluto khadija
Abou Elkassim Britel - Preavviso di sciopero della fame
In nome e per conto di mio marito Abou Elkassim Britel, cittadino italiano e marocchino - matricola 69546, carcere di Äin Bourja, Casablanca - comunico la sua ferma intenzione di intraprendere uno sciopero della fame per ottenere la liberazione che gli è dovuta, dopo che la sua innocenza è stata da più parti e da tempo dimostrata(*).
Chiediamo alle Autorità una pronta e fattiva risposta a questa richiesta, in assenza della quale mio marito - illegalmente privato della sua libertà dal 2002, vittima di extraordinary rendition, di torture e di molto altro - si vedrà costretto a proseguire ad oltranza la propria azione.
Abou ElKassim Britel osserverà uno sciopero della fame il 19 e 20 novembre 2007 a supporto di questa dichiarazione.


18 novembre 2007
(*) In particolare, si vedano:- la Risoluzione del Parlamento Europeo sul presunto uso dei paesi europei da parte della CIA per il trasporto e la detenzione illegali di prigionieri che « 63. Condanna la consegna straordinaria del cittadino italiano Abou Elkassim Britel, che era stato arrestato in Pakistan nel marzo 2002 dalla polizia pakistana ed interrogato da funzionari USA e pakistani, e successivamente consegnato alle autorità marocchine ed imprigionato nella prigione di "Temara", dove è ancora detenuto; sottolinea che le indagini penali in Italia contro Abou Elkassim Britel erano state chiuse senza che egli fosse incriminato; 64. si rammarica che secondo la documentazione trasmessa alla commissione temporanea, dall'avvocato di Abou Elkassim Britel, il Ministero degli Interni italiano all'epoca fosse in "costante cooperazione" con servizi segreti stranieri in merito al caso di Abou Elkassim Britel dopo il suo arresto in Pakistan; 65. sollecita il governo italiano a prendere misure concrete per ottenere l'immediato rilascio di Abou Elkassim Britel », feb 07 ; - l'archiviazione dell'indagine da parte della magistratura « rilevato che gli ulteriori accertamenti disposti, intercettazioni telefoniche ed accertamenti bancari, non hanno fornito alcun supporto all'accusa », set 06; - Amnesty International: Italy - A briefing to the UN Committee against Torture, apr 07 .

Per informazioni: www.giustiziaperkassim.net
Mail : info@giustiziaperkassim.net
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17 novembre 2007

COMUNICATO STAMPA DELL'ON MARCO ZACCHERA (AN)

COMUNICATO STAMPA DIRITTI UMANI: ZACCHERA (AN) IL GOVERNO TENGA CONTO DELLE 13.000 FIRME A SOSTEGNO DELLA PETIZIONE SUL GRATUITO PATROCINIO PER I DETENUTI ITALIANI ALL’ESTERO.
Straordinario successo della petizione lanciata da secondoprotocollo (www.secondoprotocollo.org) a sostegno dell’iniziativa dell’On.Marco Zacchera, responsabile esteri di AN, per chiedere al Governo l’istituzione del gratuito patrocinio per gli italiani detenuti all’estero affinché siano garantiti i diritti sanciti dall’art. 24 della Costituzione e dagli articoli 9-10 e 11 della Dichiarazione Universale per i Diritti Umani.I casi emblematici che stiamo seguendo –afferma Franco Londei di secondoprotocollo- come quello di Carlo Parlanti detenuto negli USA, di Angelo Falcone e Simone Nobili, detenuti in India e di Simone Righi a tutt'oggi detenuto in Spagna, nonostante l'annunciata liberazione fatta dal viceministro degli Esteri Franco Danieli il 14 novembre; possono dare l’idea di quanto sia importante garantire il diritto alla difesa dei cittadini italiani fuori dai confini nazionali.Nel caso di Simone Righi,:arrestato il 7 ottobre scorso dalla polizia spagnola nel corso di una pacifica manifestazione promossa da associazioni ambientaliste per denunciare la soppressione e il maltrattamento del canile di Puerto Real nel quale sono stati peraltro uccisi i tre cani dello stesso Righi”servono subito 9.000 euro di cauzione per farlo uscire dalla prigione spagnola , denaro che i famigliari non hanno. Nonostante sia incomprensibile come un connazionale , malato di cancro, possa essere detenuto in uno stato comunitario senza aver commesso alcun reato –prosegue Londei – stiamo facendo l’impossibile per raccogliere l’importo necessario alla cauzione necessaria a restituire la libertà a Simone Righi,detenuto ingiustamente .Per la difesa di Carlo Parlanti sono stati gia spesi oltre 200.000 dollari e ne servono altri 25.000 subito per potergli garantire un' adeguata difesa in un processo che ormai è diventato l’emblema delle farse.Nelle condizioni di Simone e di Carlo-conclude Londei- ci sono Falcone, Angelo C., Kassim Britel e altri 3.000 (tremila) italiani come denunciato dall’On.le Zacchera che ha portato all’attenzione dell’opinione pubblica le gravi violazioni di diritti umani dei nostri connazionali.Il problema, afferma l’Onorevole Zacchera non è più rinviabile, il dieci dicembre in occasione dell’avvio delle celebrazioni del 60° anniversario della Dichiarazione universale dei diritti dell’uomo inoltrerò le firme raccolte dalla petizione lanciata da secondoprotocollo, alla nostra rappresentanza presso l’ONU .Roma 16 Novembre 2007

15 novembre 2007

RISPOSTA ALL'INTERROGAZIONE DELL'ON. FOTI DEL 6.7.2007

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NON POSSIAMO CHE ESSERE CONTENTI DI TANTA ATTENZIONE E INTERESSAMENTO DA PARTE DELLE AUTORITA' COMPETENTI E PER LE RIPETUTE VISITE. GRAZIE DI CUORE.

13 novembre 2007

DA ITALIA CHIAMA ITALIA

Home / Italiani all' estero / Detenuti italiani all'estero: è allarme - di Gabriele Adinolfi
Fri, 26 Oct 2007 09:05:00
Detenuti italiani all'estero: è allarme - di Gabriele Adinolfi

Una questione che mette a nudo la totale inesistenza di un'Istituzione nazionale

di Gabriele Adinolfi

Mercoledi 24 ottobre alla sala stampa della Camera si è svolta la conferenza stampa organizzata dal deputato Marco Zacchera sulla condizione degli italiani detenuti all'estero. Quello che ne è emerso è imbarazzante. Fuori dal territorio nazionale ci sono circa tremila italiani detenuti in carceri europee, americane, del terzo e del quarto mondo. Se c'è da aspettarsi che in India, Turchia, Pakistan le condizioni detentive siano a livello animale, senza letti, senza assistenza medica, senza garanzie giuridiche, qualcuno si stupirà che non diversamente sono trattati i prigionieri negli Usa.Carlo Parlanti, ivi sequestrato dalla Germania quasi quattro anni fa, ha contratto l'epatite e non lo lasciano curare nell'avanzatissima California... Persino le visite consolari gli sono state inibite, roba inimmaginabile ad Ankara. C'è una straordinaria similitudine tra le condizioni “americane” di Parlanti e quelle di Angelo Falcone, prigioniero in India.
Le garanzie negate
Se la narrazione delle disavventure dei nostri connazionali imprigionati all'estero può indurci a un moto di soddisfazione o di consolazione per la civiltà detentiva italiana (che però il governo codino di Proni ha annunciato di voler smantellare) una realtà inferiore sì e no a sei o sette nazioni europee, tutt'altro sentimento ci detta quanto emerge dall'impegno del cosiddetto Stato italiano in merito alla protezione dei suoi cittadini.
Innanzitutto le garanzie giuridiche. In molti casi i detenuti sono oggetto di una macchinazione; o sono stati condannati per via di un contenzioso con un cittadino della nazione in cui si trovano con una sentenza sfavorevole non solo anche se mancano le prove ma anche quando le prove sono a loro favore, oppure perché sono squattrinati vittime di estorsioni ad opera delle mafie poliziesche locali. In nessun caso l'Italia, a differenza ad esempio della Francia, riesce a farsi sentire e a trar fuori il malcapitato.
Quindi le condizioni umanitarie. I nostri concittadini contraggono ogni genere di malattie ma quasi mai vengono curati. Il nostro Consolato locale al massimo invia una nota di protesta.
Infine le garanzie di difesa. Ufficialmente il Consolato deve occuparsene ma non è vero. I fondi sono inesistenti (in California sono disponibili solo tremila euro l'anno!). E se non viene rifiutata la visita consolare, quest'ultima non ha più valore concreto di un incontro con un assistente sociale.
Un Ministero?
Il Ministero degli Esteri è indecoroso. Non solo non mette al corrente le famiglie dell'arresto ma quando queste finalmente lo sollecitano non fa che inviare lettere-tipo ciclostilate sulle quali cambia soltanto l'intestazione e il numero di pratica. Se il sequestrato fa notizia al telegiornale il Ministero si attiva fino ad ottenere un risultato, altrimenti nessuno, ma proprio nessuno, se ne occupa. Non c'è alcuna convinzione, alcun sentimento, nessun senso di responsabilità. Se Francia, Spagna, Inghilterra, Germania hanno la tendenza a sostenere i cittadini, ogni italiano oggi è orfano. Il 1945 continua indefesso.
I fondi e il fondo
I Consolati denunciano la scarsità di fondi. Non credo che si tratti solo di questo, perché non penso che all'estero sovrabbondino; quello che manca soprattutto sono la dignità, la volontà e il senso di responsabilità. D'altra parte gli esempi che ci vengono forniti da sei decenni abbondanti non possono non aver lasciato il segno. Parlando di fondi, però, sarebbe sufficiente riconvertire quanto viene girato tramite le amministrazioni locali alle associazioni parassitarie che pullulano in Italia e che si arricchiscono favorendo l'immigrazione selvaggia; sarebbe sufficiente abolire l'otto per mille, anch'esso utilizzato in larga misura allo stesso scopo, per ridare ossigeno alle istituzioni in difesa dei cittadini. Basterebbe anche requisire le privatizzazioni truffa che hanno distolto il patrimonio dalle casse pubbliche per finanziare i pescecani (i casi dei palazzinari e delle ferrovie sono tra i più emblematici). Basterebbe, eccome se basterebbe!
Lo schiavo tiranno
L'Italia è allo sfascio, non rappresenta più nulla; per sorridere deve aggrapparsi a qualche performance sportiva, poi deve chinare il capo; di fronte a tutti, di fronte a qualsiasi nazione tribale. Lo “Stato” esiste solo come macchina succhia soldi, denari che finiscono nelle casse degli oligarchi che sponsorizzano i nostri “politici” e che stanno rapinandoci a man bassa. Come appendice si occupa solo di promuovere operazioni proibizioniste e repressive: tutte le caratteristiche dello schiavo fatto tiranno sono state assunte dall'intera classe amministratrice del potere.
Una comprova? Se non ci sono i soldi per occuparsi d'indurre i suoi sequestratori a fornire a Carlo Parlanti le cure mediche e le garanzie giuridiche, ci sono invece quelli per cercare di strappare Marina Petrella, dopo venticinque anni, alla tutela francese? A quanto pare preme di più una vendetta tardiva contro una persona implicata in un'azione militare che si concluse con un atto di teatrale magnanimità (il sequestro D'Urso) che non salvare un cittadino italiano, vittima di un sequestro giuridico, dal rischio di morte per infezione epatica contratta in galera.
Conviene farsi nazionalizzare in un paese africano.
Gabriele Adinolfi - Italia chiama Italia

11 novembre 2007

Oggi 11.11.2007 guardando la tv sono venuto a conoscenza che nella puntata odierna di Buona Domenica (Canale 5) si farà un lungo servizio (ha detto la conduttrice) sulla storia di Giovanna Reggiani, morta in seguito alle ferite riportate nell’aggressione subita da parte del cittadino rumeno, clandestino, pregiudicato, Romulus Nicolae Mailat di anni 24 e accusato di omocidio volontario. Per il servizio una truppe si è recata in Romania per intervistare la moglie di Mailat.
Quanta premura e quanti soldi spesi per realizzare tutto il servizio e l’intervista, è da tanto che chiedo a tv. giornalisti carta stampata e Deputati o Senatori che vadano in India i primi per un servizio delle condizioni di detenzione e ricerca della verità sulla storia di Angelo e Simone, ai secondi che facciano sentire ai ragazzi, ma anche alle autorità indiane l’interesse del Governo e Istituzioni Italiane, cosa peraltro già fatto in occasioni di altri casi simili in altre parti del mondo.
Ma com’è stato detto altre volte e da altri, pare che si usano due pesi e due misure a seconda di chi è incappato nelle tenaglie di queste storie.
E’ quello di cui avrei voluto parlare da Magalli, perché per questa gente, stranieri pregiudicati, clandestini, in Italia sembra solo per ammazzare con premeditazione e fare violenze di ogni genere, per rubare e delinquere solamente, eppure per questi il governo italiano riconosce tutti diritti, come giusto che sia, gratuito patrocinio visite anche di parlamentari in carcere, dopo solo qualche giorno, qualsiasi sia il reato commesso, anche il più efferato vengono rilasciati liberi agli arresti domiciliari in alberghi e chialet (vs caso dei 4 ragazzi falciati a Pescara da parte di uno slavo fotografato dopo 2 giorni sul terrazzo dell’albergo a prendere il sole, mentre le famiglie dei 4 ragazzi nella disperazione più assoluta dimenticati dalle istituzioni) a spese dello stato, a migliaia per cui si spendono decine e decine di miliardi.
Per noi all’estero nulla di tutto ciò è previsto, addirittura siamo dimenticati, abbandonati a noi stessi, neanche si degnano di fare le visite consolari che pure sono previste o addirittura rifiutare incontri ai familiari, che chè se ne dica a Angelo e Simone hanno fatto la visita consolare dopo 8 mesi esatte dall’arresto, causa la distanza hanno detto e a seguito del mio sciopero della fame, se così è penso che le Ambasciate dovrebbero farle solo in stati dove ci sono belle strade e non con lunghe distanze da percorrere, dopo 2 mesi è andato un signore indiano in carcere per portare soldi e libri, è stato detto un funzionario, io penso in base alla mia esperienza che si trattava sicuramente di un ausiliario d’ambasciata, me lo facciano sapere con precisione con nome e cognome e incarico. Tutti abbiamo problemi con le spese legali, ma non si fa niente per ovviare a questo, dicono la legge non lo prevede. L’art. 24 della Costituzione non fa differenza tra Italia o Estero, è la legge fatto dopo che ha generato questa differenza, In breve gli stranieri in Italia sono garantiti e aiutati dal governo Italiano, gli Italiani all’estero non sono garantiti ne dall’Italia e nemmeno dallo stato in cui si trovano, ASSURDO E ANTICOSTITUZIONALE

DA "LIBERTA' ON LINE" DEL 10.11.2007

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ARTICOLO "LA NUOVA" 09.11.2007

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DA : http://www.legnostorto.com DOMENICA 11.11.2007

Silvia Baraldini: in questo caso il governo è stato efficientissimo.

Detenuti italiani all’estero, vergogna nazionale
Scritto da Max Bono
domenica 11 novembre 2007
Sapevate che ci sono circa 3000 detenuti italiani all’estero? Sapete che alcune volte sono stati arrestati per ragioni futili? E sapevate che a volte il nostro governo fa poco o niente per aiutare questi nostri connazionali? Benvenuti all’inferno delle prigioni straniere, dove quale che sia la ragione dell’arresto le condizioni sono a volte così disumane da rasentare l’animalesco o anche peggio, visto che neanche gli animali si comportano tanto male con i propri simili.E’ veramente incredibile la fragilità della condizione umana. Partiamo rilassati per un viaggio all’estero e poi possiamo improvvisamente scoprire di trovarci all’inferno, in celle sovraffollate da terzo mondo dove le malattie, le sofferenze, le torture fisiche e psicologiche sono così diffuse da farci rabbrividire.E solo lì nel buio del sudiciume del carcere straniero scopriamo che la lenta burocrazia italiana può anche uccidere. Intendiamoci, alcune persone arrestate sono veramente criminali, a volte incalliti. Ma la stragrande maggioranza non lo è e comunque nessuno merita un trattamento disumano.Ma che fa il governo italiano per cambiare questa situazione? A volte interviene, anche rapidamente. Ma a volte la lentezza è estenuante e le persone sono del tutto abbandonate a se stesse. Sembra quasi che ci sai un approccio del tipo: “Sei tu che sei voluto andare lì, ora veditela da solo”.Ripeto: lungi da noi voler giudicare la colpevolezza o meno delle persone. Ma stiamo discutendo la disumanità del trattamento e la futilità delle accuse. Il governo si deve adoperare immediatamente per far cessare l’ingiustizia della detenzione o come minimo chiedere il trasferimento immediato del detenuto nelle carceri italiane dove scontare la detenzione.Due esempi mostrano come l’ approccio adottato dal nostro governo a volte sia completamente differente da quello seguito da un paese, gli Stati Uniti, molto spesso preso ad esempio in Italia.Mentre il governo americano ad esempio interviene sempre, comunque e anche in casi di palese colpevolezza di imputati statunitensi, ciò a volte non accade nel caso italiano.Esempio? In Brasile l’anno scorso c’è stato un tragico incidente aereo della compagnia Gol dove sono morte 154 persone a causa (come accertato in seguito) della interferenza di un piccolo aereo Legacy guidato da piloti statunitensi. Stiamo parlando di uno dei maggiori disastri aerei della storia del Sudamerica. Ebbene il governo americano ha fatto letteralmente di tutto per la liberazione di questi piloti, che alla fine sono tornati in patria salutati come eroi dalla stampa locale. Caso diverso per Simone Righi a Anna Fiori, una tranquilla coppia di emiliani che ha la malaugurata idea di viaggiare con i propri cani in Spagna.Davvero? Quale pericolo può esserci? C'è il pericolo di farsi ammazzare i cani, di protestare per questo e di essere rinchiuso in prigione da più di un mese in un carcere spagnolo in attesa dell’intervento delle autorità italiane.Esagerato? Per nulla. La coppia emiliana aveva lasciato i cani in uma “pensione” per qualche giorno durante il proprio viaggio a Cadice. Purtroppo Simone e Anna non sapevano che la pensione era praticamente un campo di sterminio per cani. Quando l’hanno scoperto era troppo tardi. Allora hanno partecipato ad una manifestazione di protesta. In questi casi si sa che la polizia a volte interviene con la mano pesante, specialmente con gli stranieri. Simone già era furioso per la morte dei suoi cani e lo scontro con la Guardia Civil è stato inevitabile. L’arresto è avvenuto con le seguenti accuse: attentato alle autorità, agli agenti e funzionari pubblici, resistenza e disobbedienza, e secondo il codice penale spagnolo prevedono pene dai 2 ai 4 anni di reclusione. Anche Angela Giovanna Fiori è accusata di attentato alle autorità.Risultato: cornuto e mazziato. E le autorità italiane? L’angoscia della famiglia con l’appello della sorella di Simone, e’ ancora in attesa di risposta.Niente male la differenza con gli Stati Uniti, vero?Ma qualcuno dei nostri politici fa qualcosa a riguardo? C’è solo una lodevole iniziativa dell’onorevole Marco Zacchera [di An, ndr] al riguardo, uno dei pochi che si interessano al problema.Intendiamoci: qui stiamo trattando di un problema di vite umane ed italiane e le divisioni politiche dovrebbero essere superate, ma ciò purtroppo non accade nel nostro paese e chi ne soffre sono i nostri concittadini detenuti all’estero.Pertanto pensa bene prima di viaggiare all’estero, mio caro lettore, e soprattutto verifica come il nostro governo opera nel paese dove vai. Non si sai mai, potresti finire in una prigione da incubo per un pezzo senza nessuno che ti visiti per mesi.

9 novembre 2007

IL GIORNO DOPO

E si, il giorno dopo siamo qui a ripensare a quello che poteva essere e che non è stato purtroppo, l'essere andato in trasmissione e non aver potuto parlare di ciò che avrei voluto, parlare del caso di Angelo e Simone ma anche di tanti altri nelle loro condizioni e badate, non fa differenza di dove si trovano detenuti, può essere l'India o America, Africa o Europa, anzi a volte l'essere in paesi cosedetti civili non è segno di garanzie nel trattamento, anzi a volte è anche peggio, vedasi gli altri casi seguiti o quelli che ultimamente ho trovato in internet Spagna, Croazia, Brasile.
Ieri in trasmissione da Magalli sono stato stretto nella morsa dei tempi ridotti e oltretutto quelli prima di me sono andati oltre e dopo c'era la mannaia del TG2 che si è abbattuta tristemente e ancora quello che chiamo da inesperto il morbo della telecamera, Magalli che non taceva e che nonostante i miei richiami continuava a chiamare mio figlio Simone.
Comunque siamo andati in onda e se non altro adesso dopo anche la trasmissione su RAI1 la gente in Italia ne sa di più e questo fa ben sperare, oltretutto lo stesso Magalli mi ha detto che ci risentiamo quando rientro dall'India.
Altro lato dolente della trasmissione la telefonata con l'Ambasciata, a parlare la dott.ssa Mirelli, tutti (parlandone dopo) pensavano che a rispondere sarebbe stato l'Ambasciatore o il Console o il Primo Ministro d'Ambasciata, ma forse impegnati in cose più importanti. Chissà si fosse trattato del figlio di un Sen. o Dep. o altra personalità forse...... ma noi tutti sappiamo come vanno queste cose, a loro dimostrare e a noi giudicare, almeno quello non ce lo può togliere nessuno. E' per questo che ancora nessun personaggio politico è andato in India a trovare i ragazzi come già successo per altri casi? I ragazzi invece hanno dovuto aspettare 8 mesi per la visita consolare, mentre se andate a vedere la trasmissione da me linkata nel blog RAI International che ha trattato il caso di un italiano abbandonato nelle carceri Brasiliane nel 2005, la dott.ssa Ferrucci del MAE ha dichiarato che le vesite sono previste e che in più nelle festività più sentite sono previste oltre alle visite dei pacchi, ma Angelo e Simone a Pasqua erano in carcere eppure non è successo niente. E gli amici del blog? si sono eclissati anche loro?
Dai Angelo a papà coraggio, vedrai che forse anche loro saranno illuminati.

7 novembre 2007

6 novembre 2007

PIAZZA GRANDE da Magalli giovedì 8.11

ANCORA UN INVITO AD UNA TRASMISSIONE DELLA RAI, DOMANI PARTO PER ROMA E GIOVEDI' MATTINA SONO IN TRASMISSIONE OSPITE DI MAGALLI, SPERIAMO CHE QUALCOSA SI SMUOVA ANCORA DI PIU', CHE LE ISTITUZIONI INTERVENGANO PER DARE DELLE RISPOSTE IN MERITO AL PROBLEMA, SPECIE DEL GRATUITO PATROCINIO.

5 novembre 2007

3 novembre 2007

GRATUITO PATROCINIO

Finalmente si è fatto giorno, speriamo un nuovo giorno profiquo di novità, ho continuato a pregare tutta la notte per Angelo e Simone ma anche per Carlo, Kassim , Angelo C. e per tutti gli altri, per tutto quello che sta succedendo oggi in Italia e per il nostro caro Don Oreste che non c'è più ,nella speranza che dall'alto dei cieli ci aiuti, che sia di conforto per i nostri ragazzi oggi come lo è stato per tutti gli emarginati del mondo da vivo, ce ne fossero come lui, ma purtroppo la stragande maggioranza oggi sono troppo impegnati alla vita mondana (con tutte le comodità e ricchezze volutamente cercate) di adesso, io onestamente non so a chi rivolgermi quando sento il bisogno di conforto e aiuto religioso e allora mi chiudo in casa o da solo in Chiesa e prego, come diceva don Oreste "per imparare a stare in piedi bisogna stare in ginocchio".
Oggi si stanno riscaldando gli animi politici per i gravi fatti accaduti, non bisogna fare di tutti un fascio, tra di loro c'è gente disperata, disperata per una famiglia lasciata chissà quanto lontana e chissà quando e se la rivedrà, disperata perchè anche qui vengono sfruttati e trattati come bestie (e so quello che dico per vita vissuta giornalmente) tutti gridano contro gli extracomunitari, quanti ce ne di quelli che magari ha una badante o un qualsiasi rapporto di lavoro con loro, REGOLARMENTE A NERO, gente che non gli danno un minuto di libertà perchè devono lavorare (24 ore al giorno) senza nessun diritto riconosciuto, poi vanno in piazza a scioperare contro il governo per quei stessi diritti a loro favore, questo cos'è? non è forse schiavismo? Io penso che almeno il 70% degli extracomunitari lavorano a nero e non per loro volontà, tutti lo sanno ma nessuno fa niente e allora poi si arriva a quello che oggi succede, gente che è costretta a delinquere. E allora si arriva al paradosso che lo Stato deve provvedere a tutta questa gente detenuta, in libertà provvisoria anche in chalet com ultimamente accaduto, pagando fior di avvocati, QUANTI MILIARDI SPESI, qualcuno si è mai preso la briga di fare un calcolo? parlo in particolare del gratuito patrocinio stabilito dall'art. 24 della Costituzione nel quale non si fa menzione e differenze se deve avvenire in Italia e all'estero, successivamente con una legge il governo di allora ha deciso che in Italia spetta mentre all'estero no, questo non è anticotituzionale? Io quando sono all'estero non sono più cittadino italiano? In Italia si spendono miliardi per tutti gli stranieri (che arrivano giornalmente ancora purtroppo,) NOI INVECE NON RIUSCIAMO A GARANTIRE UNA DEGNA DIFESA AI NOSTRI FIGLI DETENUTI GIUSTAMENTE O INGIUSTAMENTE ALL'ESTERO (circa 3000 aggiornamento 2005) DI NOI CITTADINI ITALIANI NESSUNO SE NE OCCUPA FATTIVAMENTE E BADATE NON STO PARLANDO SOLO DI MIO FIGLIO MA DI TUTTI, PER FORTUNA ADESSO CON IL CASINO CHE IO STO FACENDO MI SONO RESO CONTO CHE DA QUALCHE GIORNO QUALCOSA DI PIU' SI LEGGE SU INTERNET ANCHE QUESTA NOTTE HO TROVATO UN NUOVO CASO MAI VISTO PRIMA, NE SONO CONTENTO MI RENDO CONTO CHE LA MIA LOTTA SERVE A QUALCOSA, ADESSO QUALCUNO PARLA ANCHE DI RECIPROCITA', VERSO QUALCHE STATO, COSA CHE IO HO SEMPRE SOSTENUTO, BASTA ANDARE A LEGGERE I VECCHI POST, SPERIAMO SOLO IN QUALCHE POLITICO CHE SI FACCIA PORTAVOCE AL PIU' PRESTO DELLE NOSTRE RICHIESTE FACENDO CAMBIARE LA LEGGE DEL GRATUITO PATROCINIO così da poter rivedere al più presto a casa i nostri cari. Giovanni Falcone
P.S. - vi chiedo scusa per i miei orrori di ortografia, ma ho solo la terza media, questo perchè qualcuno potrebbe avere da ridire di questo, come successo per lettere pubblicate dall'amica Rossella, ma anche quando io ho pubblicato quelle di Angelo, subito si sono levati professori in cattedra che prontamente hanno additato i ragazzi per gli errori grammaticale commessi nenno scrivere quelle lettere (senza voler pensare le condizioni fisiche e psichiche in cui erano quando le hanno scritte), additando noi parenti per le nostre reticenze iniziali nel pubblicare e far conoscere il nostro dramma all'opinione pubblica, mettersi in evidenza insomma per tutto quello che ne consegue per noi gli altri parente ma anche gli stessi amici. Quanti professori, psicologhi filosofi e altro ancora, tgutti ben comodi in casa in poltrone davanti alla tv con un caffè o una bottiglia di birra in mano con la pancia bella piena, mentre i ragazi lì (non importa se voluto o capitato) costretti a tutto senza la benchè minima possibilità di potersi difendere, picchiati, senza mangiare, nell'ammucchiata generale, di ogni genere,a subire tutto il male del mondo che prima neanche pensavi potesse esistere se non guardando i film (a proposito professori vi consiglio fuga di mezzanotte), riflettete prima di scrivere e non guardate la pagliuzza nell'occhio del vicino ma la trave che sta nel vostro, buona giornata anche a te Gabriele, quando vuoi sai dove trovarmi Giovanni Falcone

2 novembre 2007

DON ORESTE UNA VITA DA SANTO


QUESTA NOTTE IL SIGNORE HA CHIAMATO A SE DON ORESTE BENSI, FONDATORE DELL'ASSOCIAZIONE PAPA GIOVANNI XXIII° DOPO UNA VITA PASSATA AD AIUTARE I PIU' DEBOLI IN ITALIA E NEL MONDO, OVUNQUE C'E' DISAGIO E POVERTA' C'E' QUALCHE FRATELLO DELL'ASSOCIAZIONE CHE SI PRODIGA. LA SUA GENEROSITA' E' CONOSCIUTA DA TUTTI, SONO IN TANTI A PIANGERLO, NONOSTANTE L'ETA' NON SI E' MAI RISPARMIATO. LUI ERA GIA' UN SANTO COME POTETE VEDERE DA QUESTA FOTO (AUREOLA) DA ME SCATTATA IN OCCASIONE DELLA GITA A LOURDES 8 SETTEMBRE 2006. E' UNA NUOVA STELLA IN CIELO E DALL'ALTO CONTINUERA' A GUIDARCI CON AMORE.